• “Non bastano i metal detector a scuola, serve investire sull’educazione”

    Il 16 gennaio 2026 resterà una data indelebile e drammatica per la città della Spezia e per l’intero sistema scolastico italiano. L’omicidio del giovane Abanoub Youssef, avvenuto tra le mura dell’Istituto Chiodo-Einaudi per mano di un compagno di classe, ha squarciato il velo su una realtà di disagio giovanile che non può più essere ignorata. Mentre il Governo risponde con l’ipotesi di misure restrittive e controlli ai varchi, il dibattito politico si infiamma tra chi invoca la “tolleranza zero” e chi, invece, chiede una rivoluzione culturale e sociale nelle periferie e nelle aule.

    L’Onorevole Paola De Micheli, deputata del Partito Democratico, analizza la situazione spezzina ponendo l’accento sulle carenze strutturali del sistema educativo e sulla necessità di un supporto psicologico che diventi, finalmente, un diritto garantito per ogni studente. In questa intervista esclusiva, la parlamentare dem risponde alle proposte del Ministro Valditara e delinea la strategia del centrosinistra per trasformare le scuole da potenziali luoghi di tensione a veri presidi di comunità e rigenerazione sociale. CONTINUA A LEGGERE

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