• Il saluto ai volontari alla Festa di Ravenna e il mio intervento

    Il mio saluto ai volontari della Festa nazionale del Partito Democratico di Ravenna.

    Nel video sotto alcuni estratti del mio intervento nella serata del 31 agosto, durante il confronto con Carlo Calenda condotto da Marco Damilano.

  • De Micheli: “Basta ambiguità il M5S spenga l’altro forno: l’intesa con noi è possibile”

    “Sarei molto contenta se a Palazzo Chigi andasse una donna dopo 14 mesi di machismo di Salvini. Conte bis? Siamo per la discontinuità”.

    Paola De Micheli, vicesegretaria Pd, a che punto è il confronto con i 55?
    «Noi Dem abbiamo cominciato a lavorare in modo positivo, ma ora siamo in attesa di sapere se è sciolto il nodo politico, ovvero se hanno scelto in via definitiva che il dialogo per loro è solo con il Pd e con le forze del centrosinistra».

    Temete che la tattica grillina sia sempre quella del doppio forno: sia con la Lega sia con il Pd?
    «Alla nostra richiesta di chiarimento non hanno risposto. Noi sentiamo l’urgenza: il presidente Mattarella ha detto che occorre arrivare velocemente a una conclusione. Il Pd ha già convocato i gruppi di lavoro in questo fine settimana».

    E il M5Stelle no?
    «Ci pare che i 5Stelle stiano prendendo tempo, forse c’è un eccesso di prudenza».

    Di Maio ha detto: o si fa come diciamo noi o salta tutto. Vi ha dato un ultimatum?
    «Non credo debbano essere le dichiarazioni estemporanee a parlare. E comunque i governi non si fanno con gli ultimatum».

    Quale è per il Pd la pre condizione?
    «Di uscire dall’ambiguità e chiarire, anche formalmente, che l’interlocutore sono il Pd e il centrosinistra».

    Il nodo più aggrovigliato è il taglio dei parlamentari? Siete disposti a votare la proposta Fraccaro?
    “Siamo favorevoli alla legge sul taglio dei parlamentari ovviamente in un quadro di garanzie costituzionali che riguardano la legge elettorale, le conseguenti correzioni costituzionali e i regolamenti parlamentari soprattutto al Senato. Siamo disponibili a un calendario per arrivare in tempi rapidi all’approvazione. Loro lo vogliono subito? Ci sarà un cronoprogramma. Però non vedo attriti».

    Neppure sulla manovra? E sulla revisione dei decreti sicurezza, che sono le altre due condizioni poste da Zingaretti?
    «Noi aspettiamo di discuterne con i 5S. Sui decreti sicurezza, chiediamo che all’insediamento del nuovo governo, subito ci sia almeno il recepimento delle obiezioni sollevate dal presidente della Repubblica nelle due lettere al premier Conte».

    Nel borsino della crisi verso dove pende la lancetta dopo il confronto con i grillini: più verso le urne o verso un’intesa?
    « Se guardo agli aspetti programmatici, pur nelle difficoltà, ci sono molte possibilità di lavoro comune. Ma ci vuole la volontà politica. I Dem hanno dato la loro disponibilità con determinazione, Di Maio ancora no».

    È vero che Gentiloni rema contro l’accordo con i 55? Lo dice Renzi.
    «Posso smentire il sospetto di Renzi su Gentiloni, che frequento quasi quotidianamente, ha l’ufficio di fronte al mio, e neppure va in barca…Ironia a parte, non c’è bisogno che smentisca io, la storia di correttezza di Gentiloni parla da sé».

    Ha un nome per Palazzo Chigi? Grillo vuole il Conte bis.
    «Non ce l’ho. Ma se fosse una donna sarei molto contenta. Sarebbe un segno per il nostro Paese. Veniamo da 14 mesi di machismo di Salvini. Ma sul Conte bis noi vogliamo discontinuità rispetto al precedente governo».

    Intervista a Repubblica del 24 agosto 

  • La relazione al Parlamento del Commissario Straordinario allla Ricostruzione del Terremoto in Centro Italia

    CONSEGNATO REPORT AL PARLAMENTO SU RICOSTRUZIONE. DE MICHELI, “NUMERI CONFERMANO ACCELERAZIONE NEGLI ULTIMI MESI”

    Le risorse finanziarie stanziate dallo Stato, i cantieri avviati, l’impianto legislativo e normativo alla base della ricostruzione, le disposizioni, predisposte d’intesa con gli altri organi istituzionali, per promuovere la crescita economica e sociale delle aree terremotate del centro Italia.

    Questi i principali contenuti della relazione sull’attività svolta dalla Struttura commissariale per la ricostruzione post sisma 2016 e consegnata dalla commissaria in scadenza di mandato, Paola De Micheli, ai Presidenti dei due rami del Parlamento, al Presidente della Repubblica e al Presidente del Consiglio dei Ministri .

    “Il report – spiega Paola De Micheli – rappresenta un consuntivo della mia esperienza alla guida della struttura commissariale. Ho ritenuto opportuno, per evidenti esigenze di rispetto istituzionale e di trasparenza, tracciare un bilancio dell’attività svolta e dei risultati raggiunti. I dati evidenziano come la ricostruzione nell’Italia centrale sia partita, con una progressiva accelerazione negli ultimi mesi, sia pure tra difficoltà e criticità. Si conferma, inoltre, – conclude De Micheli – il forte impegno economico e di risorse umane e professionali, messe in campo dallo Stato e quindi da tutti i cittadini, per avviare la rinascita materiale, sociale ed economica delle comunità terremotate e migliorare la qualità della vita in quelle aree”.

    Il report si propone di fornire un quadro, attraverso numeri, tabelle e schede, sulla situazione nei territori delle quattro regioni di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria devastati dalle scosse sismiche del 2016/2017. Informazioni analitiche sulle dimensioni del cratere, i danni provocati dai terremoti, i cantieri aperti per la ricostruzione delle abitazioni private e degli immobili pubblici con i relativi impegni finanziari. Inoltre, la prima sezione è dedicata all’impianto normativo di riferimento.
    In sintesi: sono circa 76mila le abitazioni inagibili; circa 2000 i cantieri, avviati con quasi 300milioni di euro di finanziamenti statali, per la ricostruzione degli edifici privati e per la delocalizzazione delle attività produttive; più di 2 miliardi di euro di opere pubbliche (municipi, scuole, caserme, chiese) programmate e finanziate.
    La relazione, infine, mette in luce un trend della ricostruzione privata e pubblica in costante accelerazione nell’ultimo anno.

  • Ora tutti in campo per aiutare i nostri candidati nei ballottaggi!

    Firenze, Modena, Lecce, Livorno, Bergamo, Pesaro, Bari: in queste città il centrosinistra è avanti, addirittura vince al primo turno o va al ballottaggio.

    Il Partito Democratico c’è ed è l’alternativa alle destre nei comuni, come nel Paese, e rappresenta nuovamente una forza credibile su cui i cittadini tornano ad avere fiducia.

    Ora tutti in campo per aiutare i nostri candidati sindaci per i ballottaggi!

    Paola De Micheli

  • “Dal lavoro la libertà delle donne”

    La liberazione delle donne passa per il lavoro. Se le scelte in materia di diritti e il contrasto alla discriminazione di genere sono elementi costitutivi della nostra identità di Democratici, allora non possiamo ignorare quanta sia ancora la strada da fare per ottenere la piena parità occupazionale e retributiva per tutte le donne.

    La mia riflessione sulla festa dell’otto marzo nell’intervento per Democratica.

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  • Il grande successo di Piazza Grande. Intervista a “Democratica”

    “Un successo inaspettato, in questa misura”. Paola De Micheli è stata instancabile organizzatrice di Piazza Grande, la due giorni romana che ha coronato la scesa in campo di Nicola Zingaretti nella corsa alla segreteria del Pd.

    Nella chiacchierata con “Democratica” ci tiene molto a sottolineare le tantissime presenze “da fuori Roma” – nella Capitale la popolarità di Zingaretti è cosa ovvia – dal Nord come dal Sud: un viatico indispensabile per l’avvio della conquista del Nazareno.

    LEGGI L’INTERVISTA INTEGRALE SU “DEMOCRATICA”

     

  • Paola De Micheli agli studenti del “Mattei” di Fiorenzuola: “Liberare la possibilità di realizzarci come donne”

    “Liberare la possibilità di realizzarci pienamente come donne, è questo che dobbiamo chiedere ancora alla politica”.

    E’ Paola De Micheli, commissario straordinario per la ricostruzione del terremoto e parlamentare di Piacenza, a raccontare agli studenti del “Mattei” di Fiorenzuola, il cammino ancora incompiuto della piena parità tra i sessi.

    Al suo fianco Giulia Golino, food blogger e “imprenditrice di se stessa”, e le giovani studentesse della quinta A dell’Istituto tecnico economico, Giulia Di Paolo e Floriana Prendushi, che hanno introdotto la ricerca sul tema del ruolo delle donne in società e in politica.

    Attraverso alcuni dati eloquenti: nel Parlamento italiano le donne sono solo il 30 per cento e la parità salariale è una miraggio ancora lontano nel nostro paese. In platea gli studenti delle classi quarte e quinte dell’istituto superiore di Fiorenzuola.

    A partire dalla sua vicenda personale, Paola De Micheli ha spiegato perchè ha cambiato opinione sulle cosiddette “quote rosa“. “Quando studiavo e avevo la vostra età ero contraria, ma di naturale e meritocratico sulla parità tra uomini e donne non ho incontrato quasi nulla nella mia vita successiva, per questo mi sono convinta della necessità di leggi in grado di valorizzare le donne”.

    “Ancora prima di approdare alla politica – ha ricordato – per riuscire a ritagliarmi ruoli importanti nel mondo dell’economia, ho trovato solo due sistemi: costituire un’impresa, come è accaduto a me a poco più di vent’anni, mentre la seconda occasione l’ho avuta all’interno di un’azienda, ma partendo da zero. Prima come merchandiser che ha raddoppiato il fatturato, poi sono diventata agente, capo area e infine dopo un anno e mezzo sono diventata dirigente. Ti affermi soltanto così, con i risultati e senza sconti”.

    “E quando sono stata eletta in parlamento a 34 anni – ha affermato – sono diventata un sostenitrice delle quote rosa per le donne. Ho sempre fatto politica e sempre militato in un partito, un’esperienza di dono che vi consiglio con tutte le mie forze, la più utile che si possa fare al servizio agli altri. Ma quello tra le donne e la politica è un rapporto ancora più difficile che nel campo lavorativo.

    Quante volte è capitato di sentirmi dire la frase “Ah però sei brava”. Come se fossi un panda o una specie protetta, a prescindere dalle capacità. Nel 2012 quasi tutti i gruppi parlamentari hanno approvato una legge per l’introduzione delle quote femminili negli organismi delle aziende di stato. Ma al primo giro sono sono state nominate donne “figlie di…”, sebbene molte di queste siano capaci e meritevoli. Questo vi fa capire che il problema è il meccanismo mentale che prevede sempre una protezione di qualche tipo per le donne.

    “Il tema delle donne in politica – ha evidenziato – sconta una tema culturale più ampio proprio dell’Italia, che vede le donne come quelle che devono essere scelte e non quelle che scelgono. Il rapporto tra donne e potere è il seguente: quando c’è una condizione di partenza di equità non ci sono problemi veri, quando c’è una scelta discrezionale, per le donne allora ci sono grandi difficoltà.

    Soltanto se mettete insieme il potere al servizio per gli altri, allora si realizza la possibilità di cambiare il corso degli eventi. Di modificare le cose in meglio. E io ho cercato di esercitare il potere per cambiare le cose soprattutto per le donne della vostra generazione”.

     

  • L’intervista di Paola De Micheli a “Io Donna” del Corriere della Sera

    Intervista di Fabrizio Roncone su “Io Donna”, l’inserto femminile del “Corriere della Sera”

    LEGGI IL TESTO QUI

  • Una nuova scuola d’infanzia per Pieve Torina

  • Un modulo innovativo per “abitare” l’emergenza. De Micheli: “Offrire un casa non basta, serve la dimensione sociale”

    Una concezione diversa dell’abitare nell’emergenza, in grado di guardare al futuro e alla dimensione comunitaria, anche dopo un dramma come quello del terremoto.

    Il commissario straordinario per la ricostruzione del terremoto Paola De Micheli ha partecipato a Piacenza alla presentazione del libro 30°HOUSE Abitare tra emergenza e trasformazione: studio per un modulo abitativo temporaneo (autori: Guya Bertelli, Claudio Chesi / curatori: N. Petaccia, M. Roda / Editore: Maggioli / 2017). 

    Nel volumetto viene presentato – attraverso scritti, disegni e immagini – il progetto architettonico, strutturale e tecnologico di un modulo abitativo pensato come abitazione per l’emergenza.

    Al convegno, ospitato dal salone d’onore della Fondazione di Piacenza e Vigevano, hanno partecipato la professoressa Guya Bertelli Politecnico di Milano, coordinatore CdSLM in Sustainable Architecture and Landscape Design, Michele Roda, Politecnico di Milano, assegnista di ricerca , e il professor Dario Zaninelli prorettore del Polo Territoriale di Piacenza.

    Il risultato finale del progetto di 30°HOUSE, inteso come composizione dell’elemento edilizio, è il frutto di un’intensa e ricca attività di ricerca, finanziata Miur e Regione Lombardia, dal titolo Compass House, che il Politecnico di Milano, con il Dipartimento di Architettura e Studi Urbani (DASTU), ha condotto attraverso il supporto di partner esterni legati al mondo dell’impresa e dell’industria edilizia, che si confronta anche con i riferimenti della cultura di progetto tradizionale e contemporanea. Il titolo 30° HOUSE richiama la geometria del modulo e l’inclinazione della sua struttura.

    L’involucro è progettato per coniugare la semplicità realizzativa con la qualità spaziale, le possibili aggregazioni con le prestazioni energetiche. Il testo propone le diverse fasi della progettazione (dal concept alla definizione dell’elemento architettonico) come un racconto articolato e finalizzato a comunicare l’obiettivo principale della ricerca: uno spazio abitativo che possa fornire risposte adeguate alle situazioni di emergenza, diffuse in modo significativo e sempre più frequente nei nostri fragili territori.

    “Il vostro studio parte da un presupposto non scontato e fondamentale – ha affermato Paola De Micheli nel suo intervento – quello che alle popolazioni colpite da un sisma sia offerta la possibilità di continuare a vivere          sul territorio di appartenenza. Oggi nel cratere in Centro Italia dopo il terremoto del 2016, abbiamo oltre 10mila persone ospitate nelle “casette”, le Sae (soluzioni abitative provvisorie)”.

    “La resilienza di una comunità come risposta all’emergenza – ha proseguito – è il cuore del vostro studio. Ma gli aspetti assai interessanti del modulo 30°House sono tanti: come la rapidità di montaggio e di allestimento.

    Una delle lezioni che abbiamo appreso dall’ultimo terremoto in Centro Italia è che non bastano le abitazioni, ma occorre offrire alle persone anche nell’emergenza un modo di abitare. Bisogna creare le piattaforme con l’individuazione delle aree idonee, realizzare le opere di urbanizzazione e i servizi per la dimensione sociale”.

    “Apprezzo dei vostri moduli abitativi la funzione generatrice di quartieri e di luoghi del vivere. La dimensione comunitaria della ricostruzione è fondamentale”.

    “Ogni terremoto è una grande tragedia per le popolazioni, ma la ricostruzione può diventare una grande sperimentazione e prova di innovazione nel campo del costruire e dell’abitare. Anche la filiera dell’edilizia si è svegliata dalla crisi sulla base della domanda nuova creata dalle esigenze del terremoto”.