Paola De Micheli
Riflessioni Pugliesi
L’esito del voto delle primarie pugliesi, con la netta affermazione di Nichi Vendola, richiede uno sforzo di comprensione di quanto accaduto. La vittoria di Vendola è figlia di alcune specificità locali del Partito Democratico, ma parimenti offre importanti segnali sulla mutazione del nostro elettorato, che devono essere colti a dovere e ricondotti a un quadro più generale. 1) E’ innegabile che pezzi importanti del Pd pugliese hanno stretto un’alleanza, subordinando il progetto politico generale e la dignità del collettivo, contro la figura di Massimo D’Alema, talvolta esprimendo un odio virulento e non giustificabile politicamente. 2) Il ruolo del sindaco di Bari Michele Emiliano è stato centrale e di grande rilievo: esponente indubbiamente influente del partito e portatore di un significativo consenso, si è tuttavia distinto più per la costruzione di esclusivi spazi personali, che per il contributo portato alla causa di Francesco Boccia e di una nuova stagione politica e delle alleanze per la Puglia. Dentro questa logica può collocarsi perfettamente il proposito succedere a Nichi quanto prima. 3) Non ci si può esimere da una considerazione legata alla salute del partito pugliese: in stato di abbandono assoluto sul territorio da circa 2 anni (come succede spesso anche in altre zone del paese). Un Pd da ricostruire, nel quale l’autorevolezza del segretario Blasi non è riuscita ancora ad affermarsi (i 2 mesi trascorsi dalla sua elezione indubbiamente sono pochi). 4) Infine la riflessione forse più preoccupante. Lo svolgersi e il risultato scaturito dalla vicenda politica pugliese rivela di fatto la contaminazione di quello che definiamo berlusconismo all’interno del popolo del centrosinistra. La nostra gente ha “condonato” a Nichi tutti gli scandali che hanno investito la sua giunta regionale, anche perche' quello che ha contato più è stata l’affezione, se non il culto, nei confronti di una persona; più della politica e dei suoi difficoltosi processi, conta l’emotivita'. E’ una legge che ormai vige in tutto il paese. Per far fronte a quella che appare come una mutazione genetica del nostro elettorato, ripensiamo davvero a come coniugare meglio idee, progetto , identita' e leadership. E’ intorno a questi concetti e a come verranno declinati nel futuro che si gioca la centralità della nostra democrazia. al netto di questa sisntetica e smplificata anlisi del voto c'e' per' la considerazione piu' importante da fare: il sacrificio del pd e di boccia sta gia' dando buoni frutti. la memoria mi porta a circa un mese fa. casini era in predicato di fare un'alleanza organica in tutte le regioni del sud col pdl, xche' non trovava nel pd spazi e modi di confronto. La segreteria ha deciso una linea rischiosa, ma molto saggia: non lasciamo per mero calcolo di tranquillita' che le vicende regionali si infilino nel tunnel del " tanto xdiamo " e mettiamo in campo azioni di contrasto diffcili, classe dirigente innovativa e proviamoci. e mentre tutti oggi si accapigliano a criticare la scelta della puglia, nessuno si accorge del primo grande risultato: l'udc e altri pezzi di mondo moderato hanno deciso di fare altre strade. in alcune regioni del sud l'accordo col pd potrebbe concretizzarsi a breve ed in puglia grazie al generoso lavoro di boccai, la candidatura della poli bortone apre un varco importante per riportare vendola alla presidenza. allora invece di guarda la pagluzza negli occhi dei dirigenti pugliesi che ce l'han messa tutta, mi concentrerei sulla trave di chi fa finata ( o peggio ancora; veramente non capisce che gia' il primo risultato c'e': abbiamo la ragionevole speranza che ad aprile qualche regione del sud si possa davvero vincere. Che la smettesse la minoranza del pd e certa stampa arrogante di rimanere chiusa nel fortino della propria minorita'
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