Paola De Micheli
Per crescere e attrarre ricchezza servono nuovi modelli di sviluppo
La crescita economica e sociale di un territorio avviene producendo ricchezza, oppure attraendola da fuori. E soprattutto cercando di conservare e valorizzare il più prezioso dei capitali di cui disponiamo, quello umano fatto di sapere, senso del rischio e relazioni. E’ un tema cruciale per il nostro futuro intorno al quale si è aperto un dibattito che merita attenzione. Purtroppo nella delicata fase in cui ci troviamo, vi sono due fattori di difficoltà indotti dalla crisi di questi mesi, che agiscono in maniera convergente nel mettere in seria discussione le prospettive di sviluppo anche di Piacenza. Da un lato, la congiuntura negativa che incide pesantemente sull’andamento di alcune filiere d’eccellenza del nostro territorio (come quella meccanica), riducendo fatturati e margini di profitto; dall’altro, lato la carenza di risorse e i vincoli del patto di stabilità che limitano la capacità degli enti locali e dei comuni – nonostante i grandi sforzi profusi – di dispiegare a pieno quelle politiche pubbliche di investimenti con valenza anticiclica, che il momento richiederebbe. In questo quadro come delineare una prospettiva di sviluppo del territorio piacentino nei prossimi 10 anni? La risposta è complessa, ma non può prescindere dalla salvaguardia di quanto di buono il nostro tessuto imprenditoriale ha saputo realizzare fino ad ora, e dalla creazione di nuove opportunità di consolidamento e di crescita per le nostre aziende. Attraverso alcune azioni specifiche di innovazione: 1- La realizzazione di reti di impresa in grado di rafforzare il tessuto produttivo e di renderlo più competitivo sul modello sostenuto più volte dalle piccole e medie imprese; 2- Il sostegno a tutte quelle aziende, nuove e vecchie, che investono nell’alto contenuto tecnologico; 3- La creazione di un nesso sempre più saldo tra i Tecnopoli come quello che sta per vedere la luce a Piacenza e le imprese, per ottenere ricadute applicative immediate dalla ricerca scientifica; 4- L’aggancio di Piacenza alle reti di esportazione regionali e nazionali: unica strategia vincente per aggredire e raggiungere i mercati del cosiddetto Bric (Brasile, Russia, India, Cina), lontani ma al contempo i più ricettivi dei nostri prodotti nei prossimi anni. Piacenza ha le carte in regola per cogliere la sfida dei prossimi anni, ma è soltanto agendo sulla scorta di questi modelli di innovazione, dotandoci di una visione comune e valorizzando a pieno le nostre risorse materiali ed immateriali, che potremo recitare un ruolo di primo piano, nel quadro economico che muta. Per rifuggire il pericolo di un progressivo depauperamento economico e sociale, paventato a più livelli a causa della crisi.
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