Paola De Micheli

«Permessi retribuiti per i volontari»



Permessi dal lavoro retribuiti per i volontari impegnati in riunioni istituzionali o corsi di aggiornamento riconosciuti. E' il contenuto di una proposta di legge presentata dalla parlamentare piacentina del Partito democratico Paola De Micheli, che si fa così portavoce di una pressante istanza che arriva dal Terzo settore. Un'esigenza che è nata nell'ambito del confronto che il Pd piacentino ha tenuto nei mesi scorsi con le associazioni che si occupano di volontariato e che ha trovato la sua elaborazione nel comitato paritetico provinciale. Proprio per sottolineare questa larghissima condivisione, la proposta di legge è stata illustrata ieri mattina non solo dalla De Micheli, ma anche da Daniel Negri (delegato dell'esecutivo democratico per il Terzo settore), l'assessore ai Servizi sociali Giovanna Palladini, Stefano Cugini (volontario), Claudio Tagliaferri (comitato paritetico) e Giuseppe Pistone di Svep. L'auspicio di tutti è che in Parlamento possa riscuotere quel consenso bipartisan che rappresenterebbe un importante riconoscimento per il ruolo del volontariato locale e nazionale, spianando anche la strada all'approvazione della legge. «La quale - ha spiegato la parlamentare piacentina - andrebbe a colmare un vuoto normativo e aggiornerebbe in positivo il riconoscimento dell'importanza che il Terzo settore ha in Italia. Siamo molto orgogliosi di essere arrivati alla sua elaborazione dopo un percorso di ascolto e confronto con chi si occupa tutti i giorni di volontariato, proponendo un modello di sussidiarietà sempre più diffuso che in molti casi si affianca alla pubblica amministrazione, colmandone anche qualche lacuna. Ci hanno manifestato un'esigenza forte, ossia di poter contare su permessi retribuiti dal lavoro che possano consentire agli operatori di svolgere ancora meglio il loro compito, credo che debbano essere accontentati». «Anche perché - ha precisato Tagliaferri - nella proposta è ben specificato che potranno godere dei permessi coloro che operano nel volontariato e che potranno assentarsi dal lavoro per partecipare a incontri istituzionali o a corsi di formazione adeguatamente riconosciuti, quindi tutto fatto molto seriamente. I sindacati hanno accolto l'idea positivamente, gli imprenditori chiedono giustamente che ci siano garanzie che ovviamente non mancheranno. Ma l'importante è che si riconosca il valore del lavoro di milioni di volontari». La Palladini ha precisato che «il Pd non vuole metterci il cappello, la condivisione sia il più larga possibile proprio per dare un riconoscimento comune all'importanza del Terzo settore».


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