• Intervista a “Libertà”: “Alle critiche rispondo coi fatti”

    L’intervista a Paola De Micheli uscita sul quotidiano di Piacenza “Libertà” curata da Antonella Lenti. Di seguito il testo.

    1) Onorevole Paola De Micheli, Commissario per la ricostruzione Sisma 2016 da quasi due mesi. Di recente cittadini e sindaci esasperati hanno portato a Roma i detriti delle loro case distrutte e hanno strappato i certificati elettorali. Uno schiaffo istituzionale. Abbiamo alle spalle un anno perduto? E perche’?

    Il nostro Paese talvolta ha la memoria corta, appiattito sul presente. Non è stato affatto un anno perso quello trascorso dal tragico sisma in Centro Italia e il lavoro compiuto dal commissario Errani è stato fondamentale. Quel terremoto è stato un evento assolutamente unico, per dimensioni e gravità. Abbiamo affrontato un’emergenza complessa e, a differenza del passato, oggi abbiamo una grande quantità di risorse pubbliche già stanziate e le norme indispensabili per il loro utilizzo.

    2) Gli italiani sono stati solidali con le persone colpite, hanno raccolto somme ingenti. Lo Stato, denunciano da Amatrice, invece fa pagare le tasse sulle macerie. E’ impossibile uno Stato amico dei cittadini?

    Uno Stato è amico dei cittadini quando promuove provvedimenti efficaci. Il mio lavoro di commissario mi impone di rispondere alle critiche coi fatti. Abbiamo deciso di intervenire sulle zone franche urbane esenti dalle imposte subito dopo il 20 novembre, una volta chiuse la prime domande. Dobbiamo valutare l’impatto del primo testo legislativo con l’obiettivo di migliorare le norme per sostenere chi realmente ha avuto problemi. Abbiamo rateizzato le imposte sospese e pagato tutte le richieste di delocalizzazione per le imprese. A primavera partirà il piano per lo sviluppo.

    3) I fondi raccolti. C’e’ diffidenza sul loro utilizzo. 34 milioni di euro in cassa a disposizione del Commissario. Quale progetto per spenderli? E come saranno rendicontati?

    C’è stata una straordinaria corsa alla solidarietà degli italiani e le donazioni sono state interamente destinate ai progetti di ricostruzione individuati con gli amministratori locali. Non è accettabile che questo possa essere messo in dubbio: sulla generosità non si specula. Occorre mantenere un equilibrio tra la trasparenza, assolutamente necessaria perché questi soldi sono di tutti gli italiani, e una maggiore velocità nel loro utilizzo. La rendicontazione, così come la loro assegnazione, è integralmente disponibile online. Ho già avviato la fase di trasferimento fondi ai comuni destinatari delle risorse degli sms solidali.

    4) Una domanda per lei arriva dalle Marche. “Qui si teme lo spopolamento. Ci serve – dicono – un intervento straordinario che favorisca – attraverso sgravi fiscali, sostegno alle imprese – l’insediamento di aziende. La ricostruzione passa prima di tutto dal lavoro in zone che erano gia’ deboli. Solo se ci sara’ l’investimento produttivo che porta lavoro, ci potra’ essere anche quello privato sulle abitazioni altrimenti… il futuro va altrove e i paesi resteranno abbandonati. Cosi’ dalla tragedia del terremoto 2016 potrebbe rinascere una speranza”. Che cosa risponde a questa precisa richiesta?

    Conosco la fragilità di quelle terre e i timori legati al post sisma: ho già compiuto qualche decina di visite e sopralluoghi, in particolare nelle Marche. Lo Stato sta facendo tutto il possibile per supportare le idee, le esigenze e le proposte delle persone e delle imprese sul territorio, questa è la nostra concezione di ricostruzione non solo materiale, ma anche sociale. Contro lo spopolamento e per restituire occasioni concrete di sviluppo. Consapevole che in quei territori lo spopolamento viene da lontano, e quindi per reagire dobbiamo a nostra volta guardare lontano con ambizione.

    5) Molte piccole citta’ e paesi avevano la loro forza nella bellezza dei centri storici, un tutt’uno col paesaggio. I centri storici lesionati rischiano l’oblio? State pensando di applicare tecnologie avanzate per salvaguardarli e far si’ che continuino a vivere e a rappresentarci nel mondo?

    Sono stata di recente a Norcia, a Preci, a Cascia, nel centro storico di Camerino, e prima a L’Aquila. Ho visto coi miei occhi alcuni dei monumenti storici più belli feriti dal sisma. Per fortuna i cantieri ci sono già in tanti luoghi e un nuovo piano di ricostruzione degli edifici pubblici sarà presto operativo. Ci sono le premesse per un’accelerazione. Ma soprattutto oggi ci sono le tecnologie più avanzate per intervenire su chiese e monumenti. Non lesineremo le energie.

    6) I detriti. Nelle vie dei paesi sono presenti ancora i detriti. Come e’ possibile? E poi le viabilita’ compromesse dal sisma, che cosa si e’ fatto?

    Lo so che è un tema sensibile, ma non si può liquidare con una battuta. Le macerie degli immobili pubblici o che ostruivano strade pubbliche sono tutte in fase di rimozione da parte delle Regioni. Differente la situazione nelle aree di proprietà dove vige il diritto privato. Poi c’è il tema delle macerie degli immobili storici che stiamo numerando a uno a uno per conservare e ricostruire. Inoltre stiamo separando le macerie potenzialmente inquinanti. Anche in questo caso lo sforzo è massimo.

    7) Corruzione. Il timore e’ che sul post terremoto si facciano largo affari illeciti. Da qui i percorsi, i protocolli, i controlli. Troppa burocrazia spesso conduce a poca trasparenza. Perche’ ora non dovrebbe essere cosi’?

    E’ uno dei cortocircuiti quando si affronta il tema ricostruzione. Da un lato si chiede di accelerare al massimo e dall’altro di prevenire le possibili illegalità con controlli rigorosi. Quello dell’eccesso di burocrazia è un falso mito da sfatare, in questo terremoto abbiamo applicato l’essenziale necessità burocratica per rispondere alle doverose esigenze di trasparenza quando si usano i soldi dei contribuenti. Abbiamo introdotto controlli stringenti ed innovativi sui cantieri, le procedure sono tutte supportate da Anac, con il Presidente Cantone in prima linea. E’ un sistema del quale vado molto orgogliosa.

    8) Accelerare. E’ l’esortazione che arriva dai territori. Quali sono le misure che ha adottato per fare presto e per superare l’immobilismo che sembra bloccare la ricostruzione?

    Entro il prossimo anno scolastico saranno inaugurate tutte le scuole contenute nel Piano del Commissario. Per quel che riguarda le case private abbiamo snellito ulteriormente le norme, a partire da quelle con i danni più lievi. Per la ricostruzione degli edifici pubblici, sempre grazie ad Anac, ci sarà un intervento legislativo decisivo e una nuova ordinanza per gli immobili strategici, sulla base delle indicazioni dai territori.

    9) La ricostruzione rappresenta un banco di prova per il sistema politico che pero’ non sembra averne consapevolezza. Una sfida importante per lei anche su questo fronte…

    Avverto tutto il peso di questa responsabilità e il mio ruolo è anche quello di far comprendere a pieno l’impegno dello Stato e delle istituzioni per superare tutte le criticità. Ho fatto un appello per tenere fuori la ricostruzione dalla campagna elettorale: dobbiamo metterci in testa che questo è un tema che riguarda l’Italia intera, c’è in gioco la nostra credibilità come sistema Paese, non di questo o quel partito. Ma comunque per me è la sfida più importante. So che non farò miracoli, ma in queste terre ci sto mettendo tutta la concretezza di una donna che viene dalla terra piacentina.

    10) Siamo un paese sismico, ma fingiamo di non saperlo, costruiamo come se non lo fossimo. Come fare tesoro per il futuro di queste drammatiche esperienze?

    Come sapete amo la politica che “ci mette la faccia”, che non si nasconde. Qui torniamo al primo concetto della nostra intervista, quello di un Paese dalla memoria corta. Passata l’emergenza i riflettori si spengono e i problemi cadono nell’oblio. L’unica strada possibile è quella scelta dal Governo, quella della prevenzione per superare la logica delle emergenze. Attraverso l’operazione Italia Sicura sono già stati sbloccati 642 cantieri per 1,075 miliardi di euro, procedono i lavori per aprire altre opere per 1,330 miliardi della vecchia programmazione.

    Lavoro quotidianamente con Casa Italia e Protezione Civile. Ora abbiamo leggi e soldi per la prevenzione: convinciamoci tutti che è l’unica strada per dare un futuro sicuro al paese