• Mercatone Uno, De Micheli: “Rilancio attraverso legge Marcora”

    “Per i lavoratori di Mercatone Uno e’ piu’ importante trovare una soluzione per salvare il marchio e l’azienda che le polemiche. Si utilizzino gli ammortizzatori sociali e si valuti anche la possibilita’ della Legge Marcora che sostiene nelle imprese in crisi il subentro di una nuova societa’ fatta dai dipendenti e fornitori. Con opportuni correttivi legati alle dimensioni del Mercatone Uno credo che si possa costruire una prospettiva per il rilancio dell’azienda”.

    E’ la proposta di Paola De Micheli, vicesegretario del Partito Democratico, sulla grave crisi aziendale che ha investito il gruppo.

  • Ora tutti in campo per aiutare i nostri candidati nei ballottaggi!

    Firenze, Modena, Lecce, Livorno, Bergamo, Pesaro, Bari: in queste città il centrosinistra è avanti, addirittura vince al primo turno o va al ballottaggio.

    Il Partito Democratico c’è ed è l’alternativa alle destre nei comuni, come nel Paese, e rappresenta nuovamente una forza credibile su cui i cittadini tornano ad avere fiducia.

    Ora tutti in campo per aiutare i nostri candidati sindaci per i ballottaggi!

    Paola De Micheli

  • Perché votare M5s significa votare Lega

    Da quando si è insediato il governo gialloverde, i fondamentali economici del nostro Paese sono tutti peggiorati: alla crescita economica è subentrata la stagnazione

    La Lega sta tradendo le aspettative di facile soluzione dei problemi che ha generato, e gli italiani non perdonano le promesse impossibili. Io credo che la lettura degli ultimi sondaggi consentiti, che vedono interrompersi bruscamente il trend di crescita del Carroccio, sia tutta qui.

    Da quando si è insediato il governo gialloverde, i fondamentali economici del nostro Paese sono tutti peggiorati: alla crescita economica è subentrata la stagnazione, i nostri livelli di disoccupazione sono i più elevati d’Europa dopo Grecia e Spagna, la fiducia di imprese e consumatori è crollata. Di oggi i dati negativi sulla produzione industriale.

    Come scrive l’Istat nelle proprie analisi, addirittura nel 2019 è previsto un incremento delle tassazione dello 0,4 per cento, a fronte di un calo dell’1,8 dal 2013 al 2018. Questo è il vero tradimento della Lega: l’aver completamente dimenticato aspettative della parte di più produttiva del nostro Paese e la domanda di lavoro di tantissimi italiani. Che si trovano di fronte invece ad un esecutivo in costante conflitto interno, dedito soltanto ad un’indecente campagna elettorale senza fine. Uno spettacolo ormai insostenibile, del tutto inedito per l’Italia, e che speriamo che finisca molto presto.

    Di fronte alla drammatica assenza di risultati e alla prospettiva sempre più concreta di nuove tasse o massicci tagli ai servizi, Salvini reagisce nell’unica maniera che conosce: provocando. L’inversione di tendenza dei consensi per la Lega, però, non potrà essere neutralizzata dalla nuova arma di “distrazione” di massa che Salvini sta cercando affannosamente di sganciare in questi giorni: una presunta crociata contro la droga. Un tema complesso e talmente serio che non merita certo di essere strumentalizzato in maniera becera e grossolana per fini di battaglia politica.

    E nemmeno la proposta – del tutto inverosimile dentro al quadro economico attuale – di introdurre la flat tax, ovvero una tassazione ingiusta che peserebbe molto di più sui poveri che sui ricchi, servirà a ingannare gli italiani su quali siano i veri nodi da affrontare.

    In questo scenario il Movimento 5 Stelle, in grande difficoltà da diversi mesi, sta disperatamente cercando di accreditarsi come autonomo. Ma non è così: in tutte le questioni che contano veramente si conferma la stampella della Lega. Lo dimostra il caso molto grave della mancata firma del premier Conte al documento sottoscritto diversi Paesi europei per la riduzione delle emissioni di gas serra entro il 2050. Si trovassero un altro pianeta.

    A parole si proclamano ambientalisti, ma nella realtà non cambia mai nulla. E allora il 26 maggio votare il Movimento 5 Stelle significherebbe, né più né meno, votare per la Lega. C’è un’altra possibilità per gli italiani, sostenere il percorso che ha avviato il Partito Democratico negli ultimi mesi. Che vuol dire sostenere una serie di obiettivi vicini alle esigenze e ai problemi reali delle persone. Il peso del coraggio non solo di opporsi, ma di cambiare.

    Il problema del disagio sociale in certe realtà urbane, salito alla ribalta dei media in questi giorni con la vicenda di Casal Bruciato di Roma, è indubbiamente drammatico. Ed anche esemplare di ciò che sta accadendo nel governo, con il leader dei 5 stelle Luigi Di Maio che si è affrettato ad allinearsi alle posizione leghiste.

    Che credibilità può avere un movimento che aderisce a questo o a quel principio solo per calcolo opportunistico? O soltanto perché non ha consapevolezza del fatto che il disagio si affronta con serietà promuovendo lo sviluppo e la riqualificazione delle periferie. Tutte le periferie, quelle territoriali e quelle sociali, quelle delle grandi come delle piccole città. Per questo il Partito Democratico ha scelto di stare in mezzo alle persone che soffrono, per parlare con loro e guardarle negli occhi, per dare un contributo a ricostruire delle comunità.

    Non sarà facile, ma riapriremo i nostri circoli in tante zone “difficili”: farlo è un dovere di una forza popolare e di centrosinistra come il Partito Democratico. Così come è un dovere tornare a investire risorse importanti in un settore strategico per il nostro futuro, la scuola. Non abbiamo mai avuto tanto bisogno come in questo momento nel nostro Paese di scuola, di formazione di qualità e di sapere. L’accesso all’istruzione e alla conoscenza è il più potente strumento per combattere diseguaglianze e dare a tutti pari opportunità.

    Il nostro è un Partito Democratico che conosce, affronta e risolve i problemi senza paura, che ha come obiettivo ambizioso e necessario per l’Italia, quello di tenere la politica nei luoghi del disagio. Soltanto attraverso questa vicinanza, anche fisica, possiamo dare più forza alle nostre proposte.

    (tratto da “Democratica”)