• Il grande successo di Piazza Grande. Intervista a “Democratica”

    “Un successo inaspettato, in questa misura”. Paola De Micheli è stata instancabile organizzatrice di Piazza Grande, la due giorni romana che ha coronato la scesa in campo di Nicola Zingaretti nella corsa alla segreteria del Pd.

    Nella chiacchierata con “Democratica” ci tiene molto a sottolineare le tantissime presenze “da fuori Roma” – nella Capitale la popolarità di Zingaretti è cosa ovvia – dal Nord come dal Sud: un viatico indispensabile per l’avvio della conquista del Nazareno.

    LEGGI L’INTERVISTA INTEGRALE SU “DEMOCRATICA”

     

  • Paola De Micheli agli studenti del “Mattei” di Fiorenzuola: “Liberare la possibilità di realizzarci come donne”

    “Liberare la possibilità di realizzarci pienamente come donne, è questo che dobbiamo chiedere ancora alla politica”.

    E’ Paola De Micheli, commissario straordinario per la ricostruzione del terremoto e parlamentare di Piacenza, a raccontare agli studenti del “Mattei” di Fiorenzuola, il cammino ancora incompiuto della piena parità tra i sessi.

    Al suo fianco Giulia Golino, food blogger e “imprenditrice di se stessa”, e le giovani studentesse della quinta A dell’Istituto tecnico economico, Giulia Di Paolo e Floriana Prendushi, che hanno introdotto la ricerca sul tema del ruolo delle donne in società e in politica.

    Attraverso alcuni dati eloquenti: nel Parlamento italiano le donne sono solo il 30 per cento e la parità salariale è una miraggio ancora lontano nel nostro paese. In platea gli studenti delle classi quarte e quinte dell’istituto superiore di Fiorenzuola.

    A partire dalla sua vicenda personale, Paola De Micheli ha spiegato perchè ha cambiato opinione sulle cosiddette “quote rosa“. “Quando studiavo e avevo la vostra età ero contraria, ma di naturale e meritocratico sulla parità tra uomini e donne non ho incontrato quasi nulla nella mia vita successiva, per questo mi sono convinta della necessità di leggi in grado di valorizzare le donne”.

    “Ancora prima di approdare alla politica – ha ricordato – per riuscire a ritagliarmi ruoli importanti nel mondo dell’economia, ho trovato solo due sistemi: costituire un’impresa, come è accaduto a me a poco più di vent’anni, mentre la seconda occasione l’ho avuta all’interno di un’azienda, ma partendo da zero. Prima come merchandiser che ha raddoppiato il fatturato, poi sono diventata agente, capo area e infine dopo un anno e mezzo sono diventata dirigente. Ti affermi soltanto così, con i risultati e senza sconti”.

    “E quando sono stata eletta in parlamento a 34 anni – ha affermato – sono diventata un sostenitrice delle quote rosa per le donne. Ho sempre fatto politica e sempre militato in un partito, un’esperienza di dono che vi consiglio con tutte le mie forze, la più utile che si possa fare al servizio agli altri. Ma quello tra le donne e la politica è un rapporto ancora più difficile che nel campo lavorativo.

    Quante volte è capitato di sentirmi dire la frase “Ah però sei brava”. Come se fossi un panda o una specie protetta, a prescindere dalle capacità. Nel 2012 quasi tutti i gruppi parlamentari hanno approvato una legge per l’introduzione delle quote femminili negli organismi delle aziende di stato. Ma al primo giro sono sono state nominate donne “figlie di…”, sebbene molte di queste siano capaci e meritevoli. Questo vi fa capire che il problema è il meccanismo mentale che prevede sempre una protezione di qualche tipo per le donne.

    “Il tema delle donne in politica – ha evidenziato – sconta una tema culturale più ampio proprio dell’Italia, che vede le donne come quelle che devono essere scelte e non quelle che scelgono. Il rapporto tra donne e potere è il seguente: quando c’è una condizione di partenza di equità non ci sono problemi veri, quando c’è una scelta discrezionale, per le donne allora ci sono grandi difficoltà.

    Soltanto se mettete insieme il potere al servizio per gli altri, allora si realizza la possibilità di cambiare il corso degli eventi. Di modificare le cose in meglio. E io ho cercato di esercitare il potere per cambiare le cose soprattutto per le donne della vostra generazione”.

     

  • L’intervista di Paola De Micheli a “Io Donna” del Corriere della Sera

    Intervista di Fabrizio Roncone su “Io Donna”, l’inserto femminile del “Corriere della Sera”

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  • Una nuova scuola d’infanzia per Pieve Torina

  • Un modulo innovativo per “abitare” l’emergenza. De Micheli: “Offrire un casa non basta, serve la dimensione sociale”

    Una concezione diversa dell’abitare nell’emergenza, in grado di guardare al futuro e alla dimensione comunitaria, anche dopo un dramma come quello del terremoto.

    Il commissario straordinario per la ricostruzione del terremoto Paola De Micheli ha partecipato a Piacenza alla presentazione del libro 30°HOUSE Abitare tra emergenza e trasformazione: studio per un modulo abitativo temporaneo (autori: Guya Bertelli, Claudio Chesi / curatori: N. Petaccia, M. Roda / Editore: Maggioli / 2017). 

    Nel volumetto viene presentato – attraverso scritti, disegni e immagini – il progetto architettonico, strutturale e tecnologico di un modulo abitativo pensato come abitazione per l’emergenza.

    Al convegno, ospitato dal salone d’onore della Fondazione di Piacenza e Vigevano, hanno partecipato la professoressa Guya Bertelli Politecnico di Milano, coordinatore CdSLM in Sustainable Architecture and Landscape Design, Michele Roda, Politecnico di Milano, assegnista di ricerca , e il professor Dario Zaninelli prorettore del Polo Territoriale di Piacenza.

    Il risultato finale del progetto di 30°HOUSE, inteso come composizione dell’elemento edilizio, è il frutto di un’intensa e ricca attività di ricerca, finanziata Miur e Regione Lombardia, dal titolo Compass House, che il Politecnico di Milano, con il Dipartimento di Architettura e Studi Urbani (DASTU), ha condotto attraverso il supporto di partner esterni legati al mondo dell’impresa e dell’industria edilizia, che si confronta anche con i riferimenti della cultura di progetto tradizionale e contemporanea. Il titolo 30° HOUSE richiama la geometria del modulo e l’inclinazione della sua struttura.

    L’involucro è progettato per coniugare la semplicità realizzativa con la qualità spaziale, le possibili aggregazioni con le prestazioni energetiche. Il testo propone le diverse fasi della progettazione (dal concept alla definizione dell’elemento architettonico) come un racconto articolato e finalizzato a comunicare l’obiettivo principale della ricerca: uno spazio abitativo che possa fornire risposte adeguate alle situazioni di emergenza, diffuse in modo significativo e sempre più frequente nei nostri fragili territori.

    “Il vostro studio parte da un presupposto non scontato e fondamentale – ha affermato Paola De Micheli nel suo intervento – quello che alle popolazioni colpite da un sisma sia offerta la possibilità di continuare a vivere          sul territorio di appartenenza. Oggi nel cratere in Centro Italia dopo il terremoto del 2016, abbiamo oltre 10mila persone ospitate nelle “casette”, le Sae (soluzioni abitative provvisorie)”.

    “La resilienza di una comunità come risposta all’emergenza – ha proseguito – è il cuore del vostro studio. Ma gli aspetti assai interessanti del modulo 30°House sono tanti: come la rapidità di montaggio e di allestimento.

    Una delle lezioni che abbiamo appreso dall’ultimo terremoto in Centro Italia è che non bastano le abitazioni, ma occorre offrire alle persone anche nell’emergenza un modo di abitare. Bisogna creare le piattaforme con l’individuazione delle aree idonee, realizzare le opere di urbanizzazione e i servizi per la dimensione sociale”.

    “Apprezzo dei vostri moduli abitativi la funzione generatrice di quartieri e di luoghi del vivere. La dimensione comunitaria della ricostruzione è fondamentale”.

    “Ogni terremoto è una grande tragedia per le popolazioni, ma la ricostruzione può diventare una grande sperimentazione e prova di innovazione nel campo del costruire e dell’abitare. Anche la filiera dell’edilizia si è svegliata dalla crisi sulla base della domanda nuova creata dalle esigenze del terremoto”.

  • Con i bambini di Pontenure (Piacenza) dove si amplia la nuova scuola primaria

    A Pontenure, il paese in provincia di Piacenza, il paese dove sono nata, ho partecipato all’inaugurazione della nuova ala della scuola primaria e dell’atelier didattico progettato con il contributo pedagogico della Fondazione Reggio Children.

    Tutte le volte che mi invitano in una scuola è una grande emozione, non solo perchè ho la possibilità di parlare ai bambini, ma perchè ogni scuola è un luogo da amare, dove cresce e si prepara il futuro.

    In questi anni abbiamo investito tante risorse per fare più sicure dal punto di vista sismico, più efficienti sul versante energetico e più innovative le nostre scuole.

    A Piacenza sono in arrivo quasi 14 milioni per interventi su 18 scuole in altrettanti comuni. Il nuovo pacchetto di risorse che fa salire a circa 20 milioni il totale dei fondi destinati in tutto da Governo e Regione per migliorare gli edifici educativi della nostra provincia e renderli pienamente “digitali”.

    Un impegno da continuare nei prossimi 5 anni perché investire sull’educazione significa investire sul futuro.

     

  • Il Ministro Martina a Borgonovo per sostenere i candidati Pd: “Siamo sindacalisti del territorio”

    “Tutela del reddito e qualità dei prodotti agroalimentari sono i due obiettivi che abbiamo cercato di perseguire in questi anni di lavoro al governo”.

    Lo ha detto il Ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina ospite sabato 17 febbraio a Borgonovo Val Tidone. Due le tappe dell’esponente del governo e vicesegretario del Pd: una visita alla Cantina Valtidone, accompagnato dal presidente Gianpaolo Fornasari, e l’incontro pubblico alla Rocca a fianco di Paola De Micheli, Patrizia Calza, Paola Gazzolo e Marco Bergonzi, candidati dem alle elezioni del 4 marzo.
    Martina ha definito i candidati del Pd come “sindacalisti del territorio” per l’attenzione riservata alle istanze di Piacenza.”La buona politica deve mettersi a fianco delle imprese e dei soggetti – ha affermato Martina – del territorio con serietà per crescere insieme, questo abbiamo fatto in questi anni al governo”.

    “Abbiamo fatto un grande lavoro per sostenere l’agricoltura attraverso tante misure concrete che ci consentono di guardare avanti con maggiore fiducia. Certo ci sono ancora molte cose da fare, ma la volontà è quella di migliorare e di non fermarci”.
    “La nostra – ha aggiunto Martina riferendosi ai candidati piacentini del Pd – è una squadra di sindacalisti del territorio e in questi anni abbiamo sempre cercato di farci carico degli interessi della comunità. Abbiamo la consapevolezza tuttavia che sono di più le cose da fare, che quelle fatte”.
    “Dal 2013 abbiamo lavorato per portare l’Italia fuori dalla fase più complicata della crisi, ora c’è bisogno di un secondo tempo per completare l’opera e realizzare quello di cui ha ancora bisogno il Paese”.

     

    “Pochi credevano cinque anni fa – ha fatto notare – che questa legislatura potesse protrarsi fino alla sua scadenza naturale, raggiungendo obiettivi importanti, con tante leggi fatte e tante azioni per rimettere in moto l’Italia, anche attraverso non facili riforme di carattere economico e sociale”.
    “Oggi non possiamo permetterci avventure, estremismo e improvvisazione sono un rischio che non possiamo far correre all’Italia.
    Quando sento Matteo Salvini predicare i dazi per l’agroalimentare italiano, c’è da spaventarsi perché il rischio è quello di fare danni seri a un settore che vive sull’export, rischiamo di segare il ramo sul quale siamo seduti”.
    “Ma anche i Cinque Stelle e la loro propaganda falsa fanno male al Paese e all’economia: nei giorni scorsi un parlamentare di quel movimento si è inventato un presunto accordo tra Italia a Camerun per importare quintali di pomodoro pachino. Si è diffusa una notizia falsa, perché dal Camerun non importiamo nulla, che ha generato allarme infondato nel settore.

    In realtà i nostri produttori ci chiedono meno barriere per esportare di più: non serve fare i piccoli Trump di casa nostra. L’Italia ha bisogno di regole forti in un mercato aperto“.

    “L’esperienza agricola e agroalimentare – ha concluso – sarà al centro di un passaggio importante con le prossime elezioni e la proposta del Pd è quella più seria e in linea con i bisogni del Paese senza inutili avventurismi”.
  • Statale 45 e montagna, la campagna elettorale di Paola De Micheli in alta Val Trebbia

    Statale 45, nuovi cantieri al via nel 2018. La visita in Val Trebbia di Paola De Micheli, Marco Bergonzi e Patrizia Calza

    Ingenti risorse già stanziate per la Statale 45 e nuovi cantieri in partenza per migliorare la viabilità e la sicurezza: a breve prenderanno il via le procedure di gara ed entro il 2018 partiranno i lavori.

    È il tema delle infrastrutture e della valorizzazione della montagna il tema del tour in Val Trebbia (in provincia di Piacenza) compiuto dai candidati del Partito Democratico Paola De Micheli, Marco Bergonzi e Patrizia Calza.

    Una giornata trascorsa per incontrare amministratori e cittadini della vallata iniziata dal comune più piccolo e distante, Zerba, con tappe successive ad Ottone, Marsaglia, Bobbio, Travo fino a Rivergaro. Con l’obiettivo di raccogliere richieste e suggerimenti e per fare il punto sulle necessità.

    “I 60 milioni di fondi già stanziati da Anas per le opere di ammodernamento in questi anni – hanno fatto notare i candidati dem – sono il più importante investimento economico dai tempi delle tangenziali di Bobbio e Ottone”.

    “Le coperture economiche ci sono già e dalla Corte dei Conti sono stati registrati i contratti. Ho parlato anche stamattina con Anas – ha spiegato Paola De Micheli – ed entro il 2018 è previsto l’avvio dei cantieri nei tratti più bisognosi di intervento”.

    “Le occasioni di crescita sviluppo per l’alta montagna – ha sottolineato De Micheli – in grado di invertire la tendenza allo spopolamento ci sono, puntando non solo sul turismo sostenibile, ma anche su alcune filiere produttive, come quella agricola di qualità, della forestazione e del legno, e quella della selvaggina”.

    “Le vallate piacentine devono fare sistema – ha aggiunto – per cogliere queste opportunità e preservare la qualità della vita attraverso le risorse messe a dispozione del Gal, Gruppo di azione locale e anche dai fondi europei. Serve costanza e grande sensibilità nei confronti di queste terre”.

    Lo sviluppo economico della vallata e l’insediamento delle imprese sono stati i temi al centro dell’incontro il patron dell’azienda Gamma di Bobbio Marco Labirio, esempio virtuoso di imprenditoria per l’intera Val Trebbia.

  • Paola De Micheli candidata in Emilia Romagna: “Trenta giorni da vivere intensamente”

    Paola De Micheli è candidata alla Camera dei Deputati nel collegio plurinominale che comprende le province di Piacenza, Parma e Reggio Emilia. Altre due donne sono in corsa per il Partito Democratico nei collegi uninominali di Camera e Senato: Patrizia Calza e Paola Gazzolo.

    La candidatura alla Camera a casa mia, in Emilia, è un riconoscimento importante dal mio partito, il Pd, per il lavoro svolto con impegno e senza risparmio nei 10 anni trascorsi in Parlamento.

    Spero di poter ripagare a pieno questa grande fiducia.

    Ora ci sono poco più di 30 giorni di campagna elettorale da vivere intensamente e pericolosamente: occorre dare una mano prima di tutto al nostro paese. 

    Noi tre candidate piacentine con Paola Gazzolo e Patrizia Calza siamo tutte donne delle istituzioni: in questi anni non abbiamo mai avuto paura di lavorare anche con gli altri partiti, perché abbiamo sempre privilegiato il bene della comunità.

    Siamo un concentrato di energia difficile da emulare, tre persone che hanno fatto cose concrete e davanti ai problemi hanno sempre messo faccia.

    Per questo ce la metterò tutta. Ce la metteremo tutta.

    Paola De Micheli

  • Paola De Micheli incontra l’amministrazione di Fiorenzuola d’Arda

    Prosegue il confronto tra il Sottosegretario Paola De Micheli e l’amministrazione comunale di Fiorenzuola d’Arda (Piacenza).
    Venerdì 19 gennaio in municipio l’incontro con il sindaco Romeo Gandolfi, la sua vice Paola Pizzelli e l’assessore Marcello Minari per affrontare alcuni temi del governo locale e le prospettive di sviluppo economico e sociale del territorio.
    Tra gli argomenti toccati lo stato del cantiere dell’ospedale, che procede senza intoppi, e anche il recente finanziamento da 10 milioni per il progetto di centro nazionale paralimpico di Villanova.
    Da tutti è stata sottolineata l’importanza del rilancio ell’ospedale “Verdi” di Villanova che porterà beneficio e un indotto significativo nell’intera zona, accrescendo la qualità dell’offerta sanitaria di tutta la provincia. Un polo in grado di attrarre pazienti anche da fuori e che sarà in sinergia con il rinnovato nosocomio di Fiorenzuola.

    Tra i progetti che gli amministratori comunali hanno portato all’attenzione della rappresentante del governo, anche la realizzazione del nuovo sottopasso ferroviario per collegare il cimitero, che richiede un ingente investimento economico.

    Ultimo tema oggetto di confronto l’ipotesi di trasloco dalla via Emilia della caserma dei carabinieri, attuale sede della compagnia, per inserirla nel tessuto urbano del paese: al vaglio vi sono alcune soluzioni possibili. Da parte dell’amministrazione è stata ribadita l’importanza di mantenere il presidio dell’Arma sul territorio.
    Paola De Micheli ha garantito il suo interessamento per le questioni discusse, mantenendo aperto un tavolo di confronto con l’amministrazione.