• AMAZON, DE MICHELI: “INACCETTABILE COMPORTAMENTO AZIENDA, HO INFORMATO POLETTI”

    Vertenza Amazon, il Sottosegretario De Micheli: “Inaccettabile l’atteggiamento dell’azienda, ho informato il Ministro Poletti”

    “In queste settimane ho seguito con grande attenzione la vertenza relativa allo stabilimento di Amazon di Castelsangiovanni.

    In costante contatto con il Prefetto di Piacenza Maurizio Falco e con i rappresentanti sindacali, ho approfondito le richieste avanzate dai lavoratori, per ottenere un miglioramento delle condizioni di lavoro all’interno dei magazzini”.

    Lo afferma il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Paola De Micheli, che interviene dopo il mancato incontro tra le parti convocate dal Prefetto di Piacenza nella mattinata odierna.

    “Le modalità del tutto legittime e pacate con le quali tali richieste sono state sottoposte alla proprietà – prosegue De Micheli – denotano la maturità del sindacato e la sua capacità di fare sintesi, anche nel contesto industriale per molti versi innovativo rappresentato da Amazon sul territorio piacentino”.

    “La scelta dell’azienda di non presentarsi – fa notare il Sottosegretario – all’incontro non è accettabile ed evidenzia una mancanza di rispetto nei confronti di un’istituzione che in queste settimane sta mettendo in campo tutte le azioni possibili, per allentare le tensioni ed entrare rapidamente in una fase negoziale.

    Nel nostro paese non può considerarsi normale che un’azienda non si presenti ad una convocazione che ha un nobile e coerente obiettivo, effettuata dal rappresentante del Governo sul territorio locale.

    Per questo devo richiamare Amazon ad un comportamento più corretto nei confronti di un territorio che ha accolto e sostenuto il suo insediamento a Castelsangiovanni, dei lavoratori che eccellono in livelli produttività e di un Prefetto che si sta impegnando con competenza e disponibilità per risolvere la vertenza”.

    “Sugli ultimi sviluppi della situazione ho aggiornato – conclude – il Ministro del Lavoro Giuliano Poletti e insieme al Governo ci riserviamo di valutare eventuali nuove iniziative da prendere per ricondurre la vicenda sui binari del confronto rispettoso delle istituzioni e del dialogo fra le parti”.

  • INTERVISTA AL “CORRIERE” “ENTRO NATALE CONSEGNATO L’85 % DELLE CASETTE”

    Nell’intervista a Mario Sensini uscita sul “Il Corriere della Sera” del 3 dicembre , Paola De Micheli fa il punto sulla ricostruzione e replica alle polemiche dei giorni scorsi. Ecco il testo

    «Vado lì in continuazione, e vedo che piano piano si riavviano alcune di quelle attività che aiutano a tenere insieme le comunità: i nuovi centri commerciali, le scuole, i villaggi delle casette. Questo certo non significa essere tornati alla normalità, c’è da fare ancora un lavoro enorme, ci sono alcuni ritardi. Ma a ogni livello istituzionale stiamo facendo il massimo, la macchina è partita».

    L’intervento alla Leopolda in cui ha parlato di un «avviato rinnovamento del tessuto sociale» nel cratere del sisma e il post sulla pagina Facebook le hanno attirato un diluvio di accuse, ma il Commissario alla ricostruzione Paola De Micheli non demorde.

    «Qualche risultato si vede, dobbiamo riconoscerlo, non alimentiamo la sfiducia. Le critiche ci possono stare, ma la ricostruzione conta su pilastri solidi: ci sono i soldi e c’è un impianto normativo poderoso».

    Ci apprestiamo a passare il secondo inverno al freddo, le casette non arrivano, le scrivono i terremotati.

    «C’è un impegno appena ribadito dalla Protezione Civile. Entro Natale l’85% delle Sae sarà consegnato. Ne sono state chieste 3.700, e consegnate 1.300 circa».

    Con grandi ritardi sulla tabella di marcia prevista. Alcuni sindaci accusano le imprese fornitrici.

    «La verità è che in alcuni comuni l’individuazione delle aree dove mettere le casette ha richiesto più tempo del previsto. È un territorio molto difficile, le imprese appaltatrici c’entrano in alcuni casi».

    La ricostruzione intanto è ferma. In un anno sono state presentate mille domande di contributo e approvate cento, a fronte di 60 mila case da sistemare o ricostruire. Di questo passo, a conti fatti, ci vogliono 431 anni…

    «C’era l’esigenza di rendere concreta la normativa, ora l’abbiamo fatto e non dovrebbero esserci più grossi intoppi. I tecnici incaricati dai privati avranno le matrici per calcolare in anticipo il contributo dello Stato. La gara tra le imprese candidate a eseguire i lavori si potrà fare alla fine, a domanda approvata. E gli usr faranno la preistruttoria, così si potrà procedere più speditamente anche in caso di piccoli abusi. Presto faremo una nuova ordinanza per chiarire tutte le modalità della ricostruzione delle case più danneggiate».

    Resta il problema del personale: agli Uffici speciali sono pochi, prima o poi saranno sommersi dalle domande.

    «Li stiamo rafforzando. Stiamo inviando più personale, soprattutto nelle Marche dove c’è la situazione più critica».

    Lei parla di un impianto normativo poderoso, ma ci capiscono poco anche i tecnici. Semplificherete?

    «Stiamo predisponendo dei manuali per i sindaci, i cittadini, gli uffici speciali, i professionisti. Serve equilibrio tra velocità e trasparenza, i soldi per la ricostruzione delle case vengono dalle tasse di tutti i cittadini».

    C’è chi lamenta l’impossibilità di avere i finanziamenti pubblici attraverso le banche.

    «Solo quelle convenzionate li erogano, e non c’è un problema di fondi. Ci sono 6 miliardi nel bilancio dello Stato, per ora, a disposizione della ricostruzione privata».

    La legge, però, parla di un limite annuale…

    «È una norma tecnica, che riguarda i cosiddetti tiraggi. Non c’è nessuno che a un certo punto dell’anno chiuderà il rubinetto dei contributi pubblici alla ricostruzione delle case, ma i cittadini a questo punto devono presentare le domande».

    Quando saranno attivati gli incentivi alle imprese?

    «Sarà tutto pronto entro Natale e ora riapriremo i termini per le Zone Franche per le imprese».

  • DALLA CAMERA 80 MILIONI PER IL TERREMOTO, DE MICHELI: “BUONA POLITICA”

    Una bella pagina di buona politica. Un messaggio concreto che conferma la vicinanza e l’impegno corale delle Istituzioni e delle forze politiche, a mettere in campo tutte le risorse disponibili dello Stato per promuovere la ricostruzione delle aree del centro Italia danneggiate dal sisma e per restituire speranza alle comunità.

    Lo afferma il commissario alla ricostruzione del terremoto in centro Italia, Paola De Micheli.

    Alla Camera dei Deputati è stato infatti accolto l’ordine del giorno che impegna il Governo ad inserire nella legge di Bilancio una norma per destinare gli 80 milioni restituiti dall’Aula di Montecitorio al bilancio dello Stato nell’anno 2017, alla ricostruzione dei territori e al sostegno delle popolazioni colpite dagli eventi sismici del 2016 e del 2017.

    Il provvedimento e’ stato sottoscritto dai vicepresidenti della Camera, Simone Baldelli, Roberto Giachetti, Marina Sereni, Luigi Di Maio e da deputati del territorio di tutti gli schieramenti politici.

    “La prossima settimana ho in calendario una serie di incontri con tutti i gruppi politici – continua De Micheli – per fare il punto sulla ricostruzione, sui provvedimenti in corso di approvazione per snellire e semplificare le procedure, sui prossimi obiettivi.

    Rimango convinta infatti – conclude la De Micheli – che la condivisione delle scelte, svincolata da pregiudiziali di appartenenza ideologica, sia la via maestra per promuovere la rinascita delle comunita’ del centro Italia”.

  • #25NOVEMBRE ORA ABBIAMO UN SISTEMA NAZIONALE DI CONTRASTO DELLA VIOLENZA SULLE DONNE

    Leggi e norme chiare, risorse mirate e progetti attuati insieme agli enti locali sui territori. Nella Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne, accanto alle parole di condanna nei confronti di chi commette atti odiosi e inqualificabili, e quelle di sostegno alle vittime, devono esserci i fatti.

    I Governi a guida del Partito Democratico hanno lavorato – spesso nel silenzio – per mettere a punto una strategia ad ampio raggio di contrasto alla violenza, attraverso il “piano straordinario” e lo stanziamento di 40 milioni di euro nel biennio 2015-2017.

    Un investimento senza precedenti che ha permesso di accrescere il numero delle strutture territoriali antiviolenza, che oggi sono 554 in tutta Italia. E’ stata finanziata inoltre la banca dati nazionale sul fenomeno e sono state adottate una serie di azioni insieme alle Regioni, nelle scuole, in sinergia con i servizi territoriali e le forze dell’ordine: per educare, formare personale, monitorare e dare tutto il supporto necessario, a partire da quello sanitario, alle vittime.

    Sono ancora troppe le donne che subiscono violenza e il lavoro da fare è ancora tanto, in particolare sotto il profilo culturale e della prevenzione. Non possiamo dimenticarlo davanti ai dati e alle statistiche sull’incidenza del fenomeno.

    Ma dobbiamo essere consapevoli che non ci sono più soltanto azioni isolate, più o meno efficaci, più o meno diffuse sul territorio nazionale. Oggi abbiamo creato un vero e proprio sistema, composto da enti pubblici, associazioni di volontariato, servizi sociali e sanitari che non è soltanto in grado di rispondere all’emergenza, ma anche di intervenire nel contrasto preventivo della violenza di genere, a partire da mondo della scuola.

    In questa giornata simbolo, che una volta all’anno, ci spinge tutti a riflettere sulla violenza subita e a solidarizzare con le vittime, è più che mai importante ricordare chi opera ogni giorno a fianco delle donne, per proteggere, prevenire, curare.

    Paola De Micheli

  • ACCELERAZIONE DELLA RICOSTRUZIONE E PROCEDURE TRASPARENTI. INTERVISTA A “IL MESSAGGERO”

    Accelerazione della ricostruzione pubblica (scuole, ospedali, chiese), proroga dei termini per regolarizzare le casette costruite in emergenza post sisma e agevolazioni per le imprese.

    E tutte le procedure per la ricostruzione saranno trasparenti.

    La mia intervista al “Il Messaggero” di oggi 16 novembre 2017.

    Ricostruzione, addio burocrazia. A cominciare da chiese e beni culturali affini al mondo religioso. La svolta è epocale: per la prima volta nell’era Cantone saranno le diocesi a gestire gli appalti, assegnare i lavori. In questo caso, per almeno un miliardo di euro.

    «Ma niente zone d’ombra, le procedure della ricostruzione saranno tutte case di vetro». Lo annuncia Paola De Micheli, commissario straordinario del dopo sisma, assieme al pacchetto di emendamenti all’ultimo decreto terremoto ora in transito al Senato». Commissario De Micheli, una svolta per il patrimonio culturale ed ecclesiastico, l’affidamento alle diocesi degli appalti.

    «Sì, per velocizzare abbiamo individuato due strade. Primo, il patrimonio culturale, soggetto attuatore il Mibact con la sovrintendenza speciale. Mentre per le chiese, soggetto attuatore sono le diocesi. Sono 24 quelle coinvolte nel terremoto. Tutte potranno ricostruire con la procedura negoziata rispettando i vincoli pubblici, ma con tempi certi di realizzazione e risorse pubbliche.

    L’obbiettivo è far partire progettazioni e gare sulle opere più importanti per ricostituire le comunità». Chiese, ma non solo: ci sono in bilancio i fondi per i Comuni per la progettazione delle opere pubbliche danneggiate? «Certo, il costo di progettazione verrà riconosciuto al 100 per cento. Proprio per le opere pubbliche del cratere, nella legge di bilancio abbiamo stanziato un altro miliardo».

    Ha previsto anche procedure snelle per piani e appalti della ricostruzione pubblica? «Nella norma si prevedono nuovi soggetti attuatori, tra cui le Regioni che a loro volta possono delegare su richiesta ai Comuni tale facoltà, e per le opere pubbliche strategiche le cui gare si celebreranno entro la fine del mandato commissariale, ci sarà la possibilità di accedere alla procedura negoziata prevista dal codice degli appalti e molto rapida».

    E la norma cosiddetta salva nonna Peppina rispetto alle sanatorie edilizie? «C’è,ma attenti: la norma non è ad personam. Dal territorio ci hanno comunque segnalato altre costruzioni temporanee abusive fatte a ridosso delle scosse. Diamo la possibilità di regolarizzare queste costruzioni entro il 31 gennaio».

    Nella zona franca urbana sono previste agevolazioni relative per le imprese individuali finora escluse? «Le imprese individuali non erano e non sono escluse. Delle quattro categorie di esenzione fiscale in de minimis (tributi erariali regionali, comunali e contributivi) per le imprese individuali non si riconoscono solo i benefici per la parte contributiva, ma sono confermate le esenzioni per gli oneri contributivi per personale dipendente ». A che punto sono le norme per snellire l’iter del finanziamento per i danni lievi?

    «Il finanziamento dei danni lievi è già a burocrazia zero. E per i tantissimi che non ne hanno approfittato, l’iter ordinario si modifica esclusivamente per il posticipo della cosiddetta garetta delle tre offerte nella fase successiva alla definizione del contributo spettante».

  • Intervista a “Libertà”: “Alle critiche rispondo coi fatti”

    L’intervista a Paola De Micheli uscita sul quotidiano di Piacenza “Libertà” curata da Antonella Lenti. Di seguito il testo.

    1) Onorevole Paola De Micheli, Commissario per la ricostruzione Sisma 2016 da quasi due mesi. Di recente cittadini e sindaci esasperati hanno portato a Roma i detriti delle loro case distrutte e hanno strappato i certificati elettorali. Uno schiaffo istituzionale. Abbiamo alle spalle un anno perduto? E perche’?

    Il nostro Paese talvolta ha la memoria corta, appiattito sul presente. Non è stato affatto un anno perso quello trascorso dal tragico sisma in Centro Italia e il lavoro compiuto dal commissario Errani è stato fondamentale. Quel terremoto è stato un evento assolutamente unico, per dimensioni e gravità. Abbiamo affrontato un’emergenza complessa e, a differenza del passato, oggi abbiamo una grande quantità di risorse pubbliche già stanziate e le norme indispensabili per il loro utilizzo.

    2) Gli italiani sono stati solidali con le persone colpite, hanno raccolto somme ingenti. Lo Stato, denunciano da Amatrice, invece fa pagare le tasse sulle macerie. E’ impossibile uno Stato amico dei cittadini?

    Uno Stato è amico dei cittadini quando promuove provvedimenti efficaci. Il mio lavoro di commissario mi impone di rispondere alle critiche coi fatti. Abbiamo deciso di intervenire sulle zone franche urbane esenti dalle imposte subito dopo il 20 novembre, una volta chiuse la prime domande. Dobbiamo valutare l’impatto del primo testo legislativo con l’obiettivo di migliorare le norme per sostenere chi realmente ha avuto problemi. Abbiamo rateizzato le imposte sospese e pagato tutte le richieste di delocalizzazione per le imprese. A primavera partirà il piano per lo sviluppo.

    3) I fondi raccolti. C’e’ diffidenza sul loro utilizzo. 34 milioni di euro in cassa a disposizione del Commissario. Quale progetto per spenderli? E come saranno rendicontati?

    C’è stata una straordinaria corsa alla solidarietà degli italiani e le donazioni sono state interamente destinate ai progetti di ricostruzione individuati con gli amministratori locali. Non è accettabile che questo possa essere messo in dubbio: sulla generosità non si specula. Occorre mantenere un equilibrio tra la trasparenza, assolutamente necessaria perché questi soldi sono di tutti gli italiani, e una maggiore velocità nel loro utilizzo. La rendicontazione, così come la loro assegnazione, è integralmente disponibile online. Ho già avviato la fase di trasferimento fondi ai comuni destinatari delle risorse degli sms solidali.

    4) Una domanda per lei arriva dalle Marche. “Qui si teme lo spopolamento. Ci serve – dicono – un intervento straordinario che favorisca – attraverso sgravi fiscali, sostegno alle imprese – l’insediamento di aziende. La ricostruzione passa prima di tutto dal lavoro in zone che erano gia’ deboli. Solo se ci sara’ l’investimento produttivo che porta lavoro, ci potra’ essere anche quello privato sulle abitazioni altrimenti… il futuro va altrove e i paesi resteranno abbandonati. Cosi’ dalla tragedia del terremoto 2016 potrebbe rinascere una speranza”. Che cosa risponde a questa precisa richiesta?

    Conosco la fragilità di quelle terre e i timori legati al post sisma: ho già compiuto qualche decina di visite e sopralluoghi, in particolare nelle Marche. Lo Stato sta facendo tutto il possibile per supportare le idee, le esigenze e le proposte delle persone e delle imprese sul territorio, questa è la nostra concezione di ricostruzione non solo materiale, ma anche sociale. Contro lo spopolamento e per restituire occasioni concrete di sviluppo. Consapevole che in quei territori lo spopolamento viene da lontano, e quindi per reagire dobbiamo a nostra volta guardare lontano con ambizione.

    5) Molte piccole citta’ e paesi avevano la loro forza nella bellezza dei centri storici, un tutt’uno col paesaggio. I centri storici lesionati rischiano l’oblio? State pensando di applicare tecnologie avanzate per salvaguardarli e far si’ che continuino a vivere e a rappresentarci nel mondo?

    Sono stata di recente a Norcia, a Preci, a Cascia, nel centro storico di Camerino, e prima a L’Aquila. Ho visto coi miei occhi alcuni dei monumenti storici più belli feriti dal sisma. Per fortuna i cantieri ci sono già in tanti luoghi e un nuovo piano di ricostruzione degli edifici pubblici sarà presto operativo. Ci sono le premesse per un’accelerazione. Ma soprattutto oggi ci sono le tecnologie più avanzate per intervenire su chiese e monumenti. Non lesineremo le energie.

    6) I detriti. Nelle vie dei paesi sono presenti ancora i detriti. Come e’ possibile? E poi le viabilita’ compromesse dal sisma, che cosa si e’ fatto?

    Lo so che è un tema sensibile, ma non si può liquidare con una battuta. Le macerie degli immobili pubblici o che ostruivano strade pubbliche sono tutte in fase di rimozione da parte delle Regioni. Differente la situazione nelle aree di proprietà dove vige il diritto privato. Poi c’è il tema delle macerie degli immobili storici che stiamo numerando a uno a uno per conservare e ricostruire. Inoltre stiamo separando le macerie potenzialmente inquinanti. Anche in questo caso lo sforzo è massimo.

    7) Corruzione. Il timore e’ che sul post terremoto si facciano largo affari illeciti. Da qui i percorsi, i protocolli, i controlli. Troppa burocrazia spesso conduce a poca trasparenza. Perche’ ora non dovrebbe essere cosi’?

    E’ uno dei cortocircuiti quando si affronta il tema ricostruzione. Da un lato si chiede di accelerare al massimo e dall’altro di prevenire le possibili illegalità con controlli rigorosi. Quello dell’eccesso di burocrazia è un falso mito da sfatare, in questo terremoto abbiamo applicato l’essenziale necessità burocratica per rispondere alle doverose esigenze di trasparenza quando si usano i soldi dei contribuenti. Abbiamo introdotto controlli stringenti ed innovativi sui cantieri, le procedure sono tutte supportate da Anac, con il Presidente Cantone in prima linea. E’ un sistema del quale vado molto orgogliosa.

    8) Accelerare. E’ l’esortazione che arriva dai territori. Quali sono le misure che ha adottato per fare presto e per superare l’immobilismo che sembra bloccare la ricostruzione?

    Entro il prossimo anno scolastico saranno inaugurate tutte le scuole contenute nel Piano del Commissario. Per quel che riguarda le case private abbiamo snellito ulteriormente le norme, a partire da quelle con i danni più lievi. Per la ricostruzione degli edifici pubblici, sempre grazie ad Anac, ci sarà un intervento legislativo decisivo e una nuova ordinanza per gli immobili strategici, sulla base delle indicazioni dai territori.

    9) La ricostruzione rappresenta un banco di prova per il sistema politico che pero’ non sembra averne consapevolezza. Una sfida importante per lei anche su questo fronte…

    Avverto tutto il peso di questa responsabilità e il mio ruolo è anche quello di far comprendere a pieno l’impegno dello Stato e delle istituzioni per superare tutte le criticità. Ho fatto un appello per tenere fuori la ricostruzione dalla campagna elettorale: dobbiamo metterci in testa che questo è un tema che riguarda l’Italia intera, c’è in gioco la nostra credibilità come sistema Paese, non di questo o quel partito. Ma comunque per me è la sfida più importante. So che non farò miracoli, ma in queste terre ci sto mettendo tutta la concretezza di una donna che viene dalla terra piacentina.

    10) Siamo un paese sismico, ma fingiamo di non saperlo, costruiamo come se non lo fossimo. Come fare tesoro per il futuro di queste drammatiche esperienze?

    Come sapete amo la politica che “ci mette la faccia”, che non si nasconde. Qui torniamo al primo concetto della nostra intervista, quello di un Paese dalla memoria corta. Passata l’emergenza i riflettori si spengono e i problemi cadono nell’oblio. L’unica strada possibile è quella scelta dal Governo, quella della prevenzione per superare la logica delle emergenze. Attraverso l’operazione Italia Sicura sono già stati sbloccati 642 cantieri per 1,075 miliardi di euro, procedono i lavori per aprire altre opere per 1,330 miliardi della vecchia programmazione.

    Lavoro quotidianamente con Casa Italia e Protezione Civile. Ora abbiamo leggi e soldi per la prevenzione: convinciamoci tutti che è l’unica strada per dare un futuro sicuro al paese

  • SISMA: AGEVOLAZIONI E BENEFICI PER CITTADINI E IMPRESE

    “In situazioni emergenziali come quelle che hanno caratterizzato il centro Italia con il sisma 2016 è facile che le informazioni si confondano”.

    Inizia così una nota con la quale il Commissario straordinario per la ricostruzione, Paola De Micheli, precisa ulteriormente il contenuto della lettera ai sindaci del cratere sismico.

    “Nella lettera inviata ai sindaci di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, abbiamo invitato gli amministratori locali a informare le imprese sui provvedimenti utili alla ripartenza socio economica.

    Sostanzialmente, le imprese potranno rateizzare a partire dal primo gennaio 2020 le imposte sospese nel 2016 e nel 2017, accedendo ad un mutuo completamente gratuito, da contrarre subito, le cui garanzie sono a carico dello Stato. Tali imposte andranno pagate, detratta l’esenzione in de minimis (200.000 euro circa) e si verseranno solo per il differenziale anche per il 2018, come avvenuto per il 2017.

    Facciamo un esempio: l’impresa Mario Rossi che rientra nelle condizioni della zona franca urbana, con sede a Norcia, nel 2017 avrebbe dovuto pagare 70.000 tra imposte erariali, regionali, comunali e contributi dei lavoratori. Siccome la soglia del de minimis è di 200.000 euro, l’impresa non dovrà versare nulla per il 2017 e quindi potrà anche non accedere al mutuo.

    demi_ancona1Se, però, il totale delle imposte dell’impresa invece che di 70.000 fosse di 210.000 euro, ci sarà la possibilità per l’impresa di accedere a un mutuo di 10.000 euro che verrà pagato a partire dal primo gennaio 2020, senza interessi e con garanzie dello Stato (questo significa che non si vanno a toccare gli impegni bancari delle Imprese).

    Per il 2018, se la medesima impresa rimane sotto il de minimis continuerà a non pagare nulla. Se, invece, lo supera dovrà riconoscere agli enti coinvolti (Stato, Regione, Comuni, INPS e INAIL) il differenziale oltre i 200.000 euro.

    Specifico che nelle condizioni della zona franca urbana rientrano tutte le imprese che hanno subito danni al fatturato. Esistono, tuttavia, imprese che non hanno subito questo genere di danni ma che fanno parte del cratere sismico. Anche per queste è previsto l’accesso al mutuo di cui in precedenza.

    “Infine, alcune misure non contenute nella lettera ai sindaci ma per le quali pure desidero fare chiarezza.

    ZONA FRANCA URBANA: è contenuta nella Legge di Bilancio e vale per le imprese. Prevede un rinvio al 20 novembre 2017 (anziché al 6 novembre 2017 come inizialmente stabilito) del termine per la presentazione delle domande da parte delle imprese per accedere ai benefici e alle agevolazioni della Zona Franca Urbana. L’intervento prevede la concessione di agevolazioni sotto forma di esenzioni fiscali e contributive in favore di imprese e titolari di reddito di lavoro autonomo che svolgono la propria attività o che la avviano entro il 31 dicembre 2017 nella ZFU Sisma Centro Italia.

    BUSTA PAGA PESANTE: vale per i cittadini che percepiscono reddito fisso, lavoratori dipendenti e pensionati. Prevede una rateizzazione fino a 24 mesi (rispetto ai 9 inizialmente stabiliti) e rinvio a maggio 2018 (anziché a febbraio 2018 come inizialmente stabilito) delle imposte sospese dal 24 agosto 2016.

    SOSPENSIONE MUTUI PRIVATI: la sospensione del pagamento dei mutui per i privati verrà prorogata con un emendamento governativo, che verrà presentato la prossima settimana, al dl fiscale in discussione al Senato. Il dl fiscale entra in vigore prima della Legge di bilancio e quindi consente di anticipare i tempi di questa agevolazione.

    Inoltre, nel 2018, abbiamo in previsione una negoziazione con l’ABI la revisione dei piani di ammortamento dei mutui privati – la stragrande maggioranza insistenti sulle prime case che verranno ricostruite a carico dello Stato – per evitare che le rate sospese comprensive di interessi di questi due anni, vengano caricate sul solo primo anno.

    L’esigenza di fare chiarezza è quanto mai urgente, non per evitare – come qualcuno potrebbe pensare – che si facciano strada critiche di stampo politico e da toni elettorali, ma per avere la certezza che i cittadini e le imprese conoscano appieno i propri diritti, per poter ripartire con la ricostruzione. Questi territori si riprenderanno solo se tutti – imprenditori, amministratori locali e Governo – remeremo nella stessa direzione”.

  • “Una manovra per sostenere la crescita” Intervista alla “Gazzetta di Parma”

    Nell’inserto economico della “Gazzetta di Parma” il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Paola De Micheli parla della manovra economica e delle sue ricadute su cittadini e imprese.

    L’intervista è uscita il 23 ottobre firmata da Patrizia Ginepri.

    Ecco il testo:

    Onorevole De Micheli, il governo vara una manovra da 20 miliardi, focalizzata su poche e grandi misure. La soddisfa nel complesso?
    Anzitutto, non c’è aumento dell’Iva e non ci sono nuove tasse. Veniamo da mesi di polemiche su questo argomento, e questa manovra snella e utile è una risposta concreta. È utile perché davvero in grado di sostenere la crescita. Siamo consapevoli che le risorse disponibili sono limitate, ma saranno indirizzate in maniera chiara e puntuale, pertanto l’efficacia sarà altissima.

    Tema centrale è il costo del lavoro per i giovani e i loro salari d’ingresso. Con quali interventi può essere sostenuta l’occupazione?
    E’ una notizia tornare a parlare di ‘occupazione giovanile’ e non più di ‘disoccupazione giovanile’. Significa che siamo di fronte a un cambiamento nel mondo del lavoro, anche grazie a interventi già attivi e voluti dai nostri Governi. Nella manovra c’è una decontribuzione imponente e di natura strutturale, significa che dal 1° gennaio le aziende che assumeranno under 35 avranno uno sconto del 50% sui contributi da versare ai nuovi assunti.

    Sugli effetti del Jobs Act non si placano le discussioni. Qual è il suo giudizio?
    I benefici del Jobs Act sono scritti nei numeri Istat di questi ultimi mesi. La disoccupazione è in lenta discesa, costante è l’espansione dei posti di lavoro. So bene che ci sono ancora tante famiglie che convivono con la mancanza di lavoro, ma ribadisco che l’impegno del Governo su questo è massimo. Senza una riforma seria come il Jobs Act oggi non saremmo in grado di beneficiare di un ritorno alla crescita.

    Altra questione fondamentale riguarda il “pacchetto imprese” per dare slancio alla competitività in un mercato globale sempre più agguerrito.  Quali sono gli incentivi messi in campo? 
    Uno degli obiettivi chiave della Legge di Bilancio è il sostegno alla competitività delle imprese. Anche in questo caso il Governo ha scelto provvedimenti concreti, che hanno già funzionato in passato, i superammortamenti, gli ecobonus per l’edilizia e la sismica. Tra le misure innovative, il bonus verde per i privati che svolgono lavori di sistemazione di terrazze e giardini aiuterà a far emergere il sommerso e migliorerà la qualità urbanistica.

    Nel suo libro, scritto a sei mani con Imbruglia e Misiani “Se chiudi ti compro” il tema delle politiche attive del lavoro è centrale. Qual è il messaggio che volete far passare?
    Nel nostro libro riproponiamo un modello “antico” che si rivela modernissimo. Perché prova a trasformare le politiche assistenziali in sviluppo. Sono dieci storie di imprese rigenerate dai lavoratori, nate dalla loro volontà di unirsi per mantenere viva l’azienda. Portiamo esempi concreti di riscatto rese possibili dalla passione e dall’impegno dei lavoratori.

    Il governo sostiene l’industria 4.0. Perché è così importante?  Non crede che tecnologia e robotica riservino anche molte incognite per il sistema produttivo?
    Il Paese che abbiamo in mente è orientato al futuro e non ha timore del cambiamento. Industria 4.0 non si propone di “robotizzare” il mondo produttivo, ma offre una serie strumenti tecnici per rilanciare il lavoro e l’impresa e quindi per valorizzare le persone che la fanno. Accanto a Industria 4.0 c’è il pacchetto sulla formazione per offrire uno strumento ai lavoratori che in maniera permanente devono accompagnare il cambiamento.

    Parliamo del settore pubblico, quali sono le prospettive previste dal contratto? 
    Abbiamo mantenuto nella Legge di Bilancio l’impegno preso con organizzazioni sindacali e lavoratori per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego, significa garantire 85 euro di aumento ai 3,2 milioni di statali. La dote è di 2,6 miliardi, dopo un decennio nel quale questa voce è stata pari a zero.

    Resta il nodo del debito pubblico…
    La manovra si colloca nel solco delle precedenti. Solo con il rafforzamento della crescita e il consolidamento della finanza pubblica, il deficit può diminuire. Come certificato dall’Istat, prevediamo che anche l’indebitamento continui a scendere.

    Lei è commissario alla ricostruzione dopo il terremoto, il governo si è posto l’obiettivo di velocizzare le iniziative a sostegno delle popolazioni del centro Italia. In che modo?
    Abbiamo preparato un provvedimento legislativo, anche grazie anche al supporto di Anac, per accelerare la ricostruzione degli edifici pubblici strategici. Daremo gli strumenti necessari per poter fare le gare d’appalto con procedura negoziata, già presente nel codice degli appalti. È la più veloce che possa essere utilizzata. Sulla ricostruzione pubblica, invece, stiamo intervenendo in via amministrativa per mettere a terra l’importante eredità di Errani.

    I rapporti con l’Ue e con i Paesi membri. Quale sarebbe la prima azione auspicabile?
    Oggi c’è bisogno di più Europa e occorre lavorare per rilancio dell’Unione. L’azione dei nostri Governi ha restituito una credibilità all’Italia nel contesto europeo: penso all’azione del ministro Minniti per contrastare il traffico disumano di persone nel Mediterraneo e al rigore del Ministro Padoan nella stabilizzazione finanziaria.

    Le imprese del nostro territorio hanno retto alla crisi grazie soprattutto all’export. Come sostenere il made in Italy?
    La provincia di Parma è fra le più internazionalizzate, ma occorre portare le imprese in maniera più stabile sui mercati esteri. Soprattutto quelle realtà che non possiedono le capacità manageriali per andare da sole oltre i confini. Con i progetti del Ministro Martina e del Ministro Calenda, lo Stato si è assunto il ruolo di fornire servizi e accompagnamento per accrescere il volume di affari all’estero.

  • Buon Compleanno Pd

    Il Partito Democratico è la nostra casa politica.

    In questi primi 10 anni di storia abbiamo discusso tanto, talvolta animatamente, ma lo abbiamo sempre fatto insieme. E democraticamente. Come deve fare una comunità di donne e uomini che si battono per il bene dell’Italia.

    E’ stato un decennio duro per il nostro Paese, segnato da molti problemi e dalla crisi. Ma non abbiamo mai smesso di pensare e fare nell’interesse degli italiani.

    In questi anni ci siamo assunti responsabilità assai complicate, che dobbiamo avere la forza di spiegare meglio e di condividere sempre di più. Ma lo facciamo sempre e solo con un obiettivo: rendere migliore la vita degli italiani, rendere l’Italia e l’Europa sempre più all’altezza delle sfide di questa difficile globalizzazione.

    E oggi qualche risultato, ancora timido, incomincia davvero a vedersi. Tuttavia sappiamo che tanto abbiamo ancora da fare nei prossimi 10-20 anni.
    Perché il #Pd nasce, cresce e si fortifica solo se coniuga la modernità e l’innovazione con la forza delle sue radici, dei suoi valori.

    Non sono mai stata tanta orgogliosa come oggi di essere una delle fondatrici del Pd. Oggi che la vicinanza alla sofferenza dei miei concittadini nelle comunità terremotate è più che mai la mia quotidianità.

    Non lo dico per spirito di parte.

    Ma perché mi rendo conto ogni giorno come essere democratica mi abbia reso una persona più determinata nel lavoro per il bene comune.

    Auguri democratiche e democratici. Siamo la più bella comunità politica d’Europa.

    Paola De Micheli

  • “Deroga per casette e appalti più veloci” Paola De Micheli su “Il Messaggero”

    «Una deroga per le casette fai da te e maggiore velocità per gli appalti»

    Intervista a Paola De Micheli su “Il Messaggero” dell’11 ottobre 2017

    Mai tanti soldi, mai un terremoto cosi vasto, ma anche mai tanti ritardi percepiti. E ora?

    “Adesso, mai tanta velocità per rifare opere pubbliche, scuole, chiese, case comunali e ospedali. E mai una deroga per le case mobili e fisse usate dai terremotati per avere un tetto sicuro. Quindi,mai saremo cosa rapidi nelle decisioni sulla ricostruzione vera e propria”.

    Lo afferma Paola De Micheli, commissario straordinario per la ricostruzione del terromoto nel centro Italia a Il Messaggero, nell’intervista concessa a Italo Carmignani.

    E nonna Peppina, sfrattata a 95 anni dalla sua casetta abusiva a San Mattino di Fiastra. tornerà a casa? “La possibilità ora c’é”.

    Origini piacentine. piglio emiliano e caschetto nero, Paola De Micheli economista di razza della scuderia del Pd, non è solo il nuovo commissario straordinario della ricostruzione del dopo terremoto, ma si candida a diventare il nemico pubblico numero uno della burocrazia.

    Paola De Micheli, il prossimo provvedimento metterà al sicuro chi si è arrangiato per avere un rifugio dopo la casa distrutta dalle scosse?

    “Si. il provvedimento prevede due possibilità. Primo. chi è organizzato con una casa mobile. la potrà tenere se rispetta tutti vincoli, paesaggistici e di edificabllità, quindi rinuncia alla casetta e al contributo di autonoma sistemazione. Una volta realizzata la ricostruzione della sua abitazione, la casa mobile sparisce”.

    E la seconda opzione?

    “Riguarda le strutture fisse per le quali è possibile chiedere una regolarizzazione rinunciando alla casette e al contributo per la ricognizione. Ma devono sempre rispettare i criteri edilizi e paesaggistici. Non è una sanatoria. ma una riapertura dei tempi che già erano previsti nei testi di legge”.

    La nonna Peppina. diventata ormai un’icona degli sfollati, ha una casa fissa di legno: vi potrà rientrare?

    “La sua storia mi ha molto colpito perché fa male vedere una donna anziana costretta a lasciare la sua casa. Se la sua abitazione rispetterà i criteri stabiliti certo che potrà rientrare a casa sua. II Comune verificherà i criteri. Ricordo che li’ c’è un provvedimento della magistratura».

    D’accordo la velocità. intanto le macerie sono quasi tutte li.

    “Diciamolo subito: le macerie degli edifici pubblici sono state quasi tutte rimosse. mentre per quelle dei privati siamo al lavoro, sulla base delle richieste, per avviare la rimozione. L’altra novità del provvedimento riguarda l’assegnazione dei lavori per sistemare edifici pubblici danneggiati o distrutti».

    Si tratta di un’altra fast line solo teorica come è successo per l’emergenza e l’arrivo delle casette?

    “Aumentiamo le stazioni appaltanti e le centrali di committenza già condivise con Errani, limitiamo il numero delle imprese e velocizziamo le procedure di gara. Trasparenza e velocità possono viaggiare insieme e le procedure sono garantite dai controlli dell’Anac.

    Molto dipenderà anche dalle amministrazioni locali. Comuni e Regioni che ora hanno pure le elezioni alle porte. no?

    “Rispetto alle elezioni. ho chiesto che nessuno approfitti del terremoto e della sua ricostruzione per fare campagna elettorale. Inoltre, quanto sarà contenuto nel prossimo decreto dedicato al terremoto ricalca le richieste dei sindaci e ha l’approvazione dei governatori delle quattro Regioni coinvolte”.

    Comprese le istanze del sindaco di Amatrice Pirozzi e la sua convinzione ferma di voler privilegiare sempre e comunque le zone rosse del sisma?

    “Intanto bisogna riconoscere che le zone rosse sono quelle che hanno subito più danni In secondo luogo su alcuni provvedimenti economici vorremmo introdurre le prime differenziazioni. Ancora parliamo di zone franche e per ora possiamo dire che nelle zone rosse stiamo valutando di farle durare di più”.

    Zona franca significa sempre benefici sotto le 200mila euro?

    “Si. sotto quella soglia. anche se qualcuno si è lamentato per quel limite. significa: zero irpef, zero Imu o Tasi, zero contributi.

    Vero, qualcuno si è lamentato perché vorrebbe sgravi maggiori.

    “Bisogna capire una cosa: oltre a questo si va in infrazione europea.La pagherebbero otuttigli italiani o le singole imprese come già successo su altri terremoti. Facciamo le cose per bene”.

    Lei è un’economista, da cosa ripartirebbe per agevolare l’attività produttiva e al tempo stesso esitare lo spopolamento?

    “Intanto c’è la filiera agroalimentare, quindi il patrimonio culturale e paesaggistico che sono beni impagabili. Ma occorre fare sistema. Non guardare solo il dito, ma la luna”

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