• DE MICHELI, ZINGARETTI CANDIDATO PIU’ UNITARIO PERCHE’ VINCE E AMPLIA IL CENTROSINISTRA

    “E’ Nicola Zingaretti il candidato più unitario. Il motivo è anche comprensibile: bisogna cambiare e Zingaretti è la persona che più garantisce l’apertura di una nuova fase unitaria nella vita del Pd e di allargamento della sua base sociale e delle sue alleanze. Lo ha già fatto quando si è candidato alla Regione Lazio e, a differenza di altri, ha vinto”.

    Lo dichiara la deputata del Pd Paola De Micheli, commentando il sondaggio uscito su Repubblica che vede a ottobre Zingaretti con un gradimento al 40%, 7 punti percentuali in più rispetto a settembre. Zingaretti è il secondo l’esponente più apprezzato nel Pd dopo Gentiloni (48%), davanti a Minniti (38%) e Martina (31%).

    “Nella situazione in cui ci troviamo – aggiunge Paola De Micheli – con un Governo paralizzato e una maggioranza sempre più schiacciata a destra, il congresso del Partito Democratico è più che mai urgente per dare le risposte che il Paese attende”.

  • De Micheli, un anno da commissario “La ricostruzione è un bene di tutti”

    Un anno da commissario per il terremoto. Occasione per trarre un bilancio anche umano letto sui tanti volti che ha incontrato e che le hanno portato all’attenzione le loro storie intinte nella sofferenza. Soprattutto chi, sotto le macerie, ha perduto persone care. Un anno che e’ anche uno spaccato di vita, infatti al di la’ del suo incarico istituzionale l’ha portata a contatto con i tanti che attendono di riprendere il filo di una vita così bruscamente interrotta.

    In questi dodici mesi ho incontrato centinaia di persone, ho percorso tra Marche, Lazio, Umbria e Abruzzo quasi 100mila chilometri. Ho guardato negli occhi le persone che mi sono venute incontro, spesso le ho abbracciate. Ho ascoltato la loro sofferenza, qualche volta il lutto e la disperazione. Ma ho conosciuto anche tanta voglia di ricominciare, la determinazione della speranza. E’ stata un’esperienza incredibile e complicata, la più significativa da quando faccio politica nelle istituzioni del mio Paese. Naturalmente ci sono stati momenti duri, con tanta pressione e difficoltà da affrontare. Ma stare con le persone e cercare di fare qualcosa di utile, come spero di essere riuscita a fare, è l’essenza stessa della politica e di quello per cui mi sono sempre impegnata.

    Ricostruzione. Quali sono gli strumenti in campo, quali sono le competenze su cui si è fatto conto e si farà conto per una ricostruzione sicura delle strutture pubbliche colpite dal terremoto? In sostanza, che cosa si fa perchè le nuove costruzioni siano sicure? Esistono sistemi di controllo qualità?

    Quello che ha colpito il Centro Italia tra il 2016 e il 2017 è stato il sisma più imponente per gravità ed effetti distruttivi nell’arco di un secolo nel nostro Paese. Un cratere da 8mila chilometri quadrati diviso su quattro regioni, con coinvolte 600mila persone. Di queste ne abbiamo assistite oltre 40mila a vario titolo. Localizzato soprattutto in montagna e collina in un contesto morfologicamente fragile. Basti pensare che il 50 % dei 138 comuni del cratere è situato ad un’altitudine superiore ai 900 metri e spesso sono sparsi su vari centri abitati, di questi 56 hanno meno di mille abitanti.

    I governi Renzi e Gentiloni hanno stanziato una quantità di risorse senza precedenti per la ricostruzione, 9,8 miliardi di euro. Abbiamo messo in campo le norme e 62 ordinanze per attuarle puntualmente, che hanno subito una manutenzione costante per adeguarle al quadro complesso e alle richieste dei comuni e del territorio. Stiamo ricostruendo con le migliori tecnologie antisismiche disponibili. Lo sforzo profuso è stato enorme per offrire una prospettiva di concreta di rinascita alle terre colpite.

    Sulla scorta di tante esperienze drammatiche vissute quasi in tutte le parti dello stivale a quando regole certe, concrete, prescrittivo sul sistema costruzioni? Se esistono già perche’ non si fanno piu’ cogenti anche attraverso una seria modalità di controllo?

    Da quattro anni mi occupo quasi esclusivamente di terremoti e ricostruzioni per conto del governo italiano, prima quelle dell’Abruzzo e l’Emilia, e poi in Centro Italia. Quello della sicurezza è l’insegnamento principale che dobbiamo trarre da un’esperienza sommamente drammatica e tragica come quella di un sisma. L’Italia è un paese con tante aree caratterizzate da elevata sismicità e il tema della manutenzione antisismica di tutti gli edifici pubblici e privati è assolutamente strategico. Mi auguro che anche l’attuale governo ne faccia un caposaldo della sua azione, perchè ne va del futuro di tutti noi. Il sisma bonus oggi è la misura più efficace per convincere i privati, mentre per le scuole sono stati stanziati tre miliardi per la ristrutturazione antisismica.

    Si parla ancora di lentezza nella ricostruzione, quanto ha pesato la burocrazia nella lentezza? E si poteva fare in modo diverso?

    E’ stato il lavoro più difficile di questi mesi: trovare un equilibrio tra la trasparenza nell’utilizzo dei soldi pubblici, che provengono dalle tasse pagate da tutti gli italiani, e la velocità delle procedure di spesa per far partire i cantieri. Le esperienze del passato ci dicono che quello del Friuli è stato il terremoto con la ricostruzione più rapida, durata dai 7 ai 10 anni. Non so se siamo riusciti a perseguire il migliore equilibrio possibile tra controlli normativi e snellimento delle norme, sicuramente abbiamo fatto molto. Si può certamente fare meglio e mi auguro che il mio successore prosegua in questa opera di ottimizzazione. Ho notato però che tanti di quelli che si indignano per gli eccessi di burocrazia, poi sono i primi a invocare controlli più rigidi quando si scopre qualche irregolarità. Serve equilibrio, appunto.

    Il metodo. Per il terremoto dell’Aquila si agì con procedure diverse con le responsabilità accentrate. Pe il sisma del centro Italia è stato scelto un percorso diverso che ha investito di responsabilità le Regioni. Ora un confronto tra le due esperienze è fattibile. Non era meglio semplificare il percorso decisionale?

    Oggi tutti – di qualunque parte politica – sostengono che la ricostruzione si deve fare attraverso un grande coinvolgimento dei sindaci, degli enti locali. Il fatto che il territorio del cratere fosse diviso tra quattro Regioni ha costituito un elemento di indubbia complessità. Per questo sono convinta che abbia senso la figura del commissario straordinario, con il suo ruolo di coordinamento per conciliare esigenze talvolta divergenti, per dare un impulso uniforme su territori diversi. Non credo che esista un modello rigido di ricostruzione, il terremoto in Centro Italia ha caratteristiche uniche e ben distinte. Occorre prendere le buone pratiche e adeguarle di volta in volta al contesto, la tecnica amministrativa da sola non basta, serve la politica.

    La vicenda del terremoto ha messo a dura prova il rapporto tra i cittadini e il sistema politico. Quale valutazione può trarre su questo delicato tema visto il suo impegno sul campo?

    Io ho trovato tanta “richiesta” di Stato durante i miei viaggi sulle zone terremotate. Ho avuto il privilegio di accompagnare per due volte il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che ha avuto un’accoglienza molto calorosa. Il terremoto e la sua ricostruzione sono una priorità di tutti, non solo di una parte politica. In questi mesi ho cercato di tenere fuori il sisma dalla campagna elettorale, e ho mantenuto il mio incarico anche con un governo che non è certamente il mio. Un segnale importante di unità. Vorrei lasciare in eredità questa impostazione fatta di confronto costante e di dedizione al bene comune, al di sopra delle divisioni partitiche.

    Quando capita un evento di tale portata, con un’intera porzione d’Italia sotto le macerie diventa impossibile tenere in vita la civitas di cui la comunità di cittadini rappresenta la parte importante. Che strumenti può mettere in campo uno Stato se i cittadini sono costretti ad abbandonare i loro paesi e sono tentati di ricostruire la loro vita altrove?

    Fin dall’inizio abbiamo operato per ricostruire non solo gli edifici, ma anche le comunità. Non solo per riparare i danni materiali, ma anche quelli sociali. Il primo obiettivo è stato far tornare i residenti nei rispettivi paesi, per evitare lo sradicamento e lo spopolamento, già grave prima del sisma. Per questo sono stare realizzate le tanto bistrattate “casette”, le soluzioni abitative di emergenza. Tuttavia soltanto ricostruendo case vere e permanenti si potrà dare un futuro a chi ci risiede. Inoltre abbiamo mantenuto nel cratere oltre 500 attività produttive e ricostruito le stalle. Sono il lavoro e la fiducia a tenere in vita la comunità. Perché per tornare a vivere in quelle zone, su quelle montagne bellissime ma anche per tanti versi problematiche, occorre farlo per scelta. E la fiducia si alimenta ogni giorno operando con responsabilità, dimostrando che la ricostruzione è possibile.

    Le zone appenniniche, dette aree interne, sono considerate a rischio occupazione e sviluppo, e anche quelle del Centro Italia lo sono. Il terremoto ha contribuito a peggiorare queste difficoltà? Le azioni messe in campo quanto hanno contribuito a frenare una desertificazione dei piccoli centri che gli amministratori di quelle zone tanto temevano?

    Ci sono tante affinità tra le nostre montagne piacentine e quelle colpite dal sisma in Centro Italia. La lotta allo spopolamento riguarda vaste porzioni del nostro paese, attraverso la creazione di condizioni economiche e di sviluppo in grado di garantire una prospettiva. Invertendo una tendenza inesorabile all’abbandono, che è il presupposto per problemi di dissesto e di natura ambientale sempre più grandi. Io credo che serva un grande piano nazionale di intervento per le cosiddette aree interne: dobbiamo rendere conveniente tornare, vivere, lavorare e fare impresa sulle nostre montagne e colline, è un obiettivo strategico del nostro Paese.

    Sistemate le strutture pubbliche qual è lo stato dell’arte per le abitazioni private, per i centri storici che talvolta sono stati colpiti tanto da non poter più essere abitati?

    La ricostruzione privata è partita e sta accelerando. C’è un trend indubbiamente positivo: abbiamo più di 2mila cantieri privati aperti, più di 400 conclusi. Ma ora che le norme ci sono, la priorità è prorogare l’impiego dei 700 tecnici che stanno operando nei comuni per il disbrigo delle pratiche e delle domande, la prima azione che il nuovo commissario dovrà intraprendere.

    Infine un consiglio e due parole a chi verrà dopo di lei…

    Ascoltare con umiltà, condividere e poi decidere senza paura. E poi trascorrere tanto tempo nel cratere tra le persone. Combattere perché la ricostruzione non sia dimenticata. Questo lavoro – così come altri al servizio del Paese – si fa per amore e con amore. Non ci sono applausi da prendere ma l’affetto delle persone a cui hai risolto un problema vale molto, molto di più.

    (intervista a cura di Antonella Lenti uscita sul quotidiano “Libertà” il 12 settembre)

  • Sì definitivo al Decreto Terremoto, l’intervento alla Camera di Paola De Micheli

    La Camera dei Deputati ha approvato a grande maggioranza il 19 luglio il Decreto Terremoto che contiene una serie di misure urgenti per le popolazioni del centro Italia.

    Questo il mio intervento in aula: “Voglio invitare tutti i colleghi parlamentari alle inaugurazioni che si intensificheranno nelle prossime settimane, sui cantieri della #ricostruzione, per dare il senso che è tutto il Paese che si occupa di quelle terre, perchè ce la possiamo fare solo se tra di noi e di fronte ai cittadini saremo realmente uniti come istituzioni”.

    IL VIDEO

  • Paola De Micheli confermata al verice di Lega Volley

    Si è tenuta il 18 luglio a Bologna, all’interno del Volley Mercato, l’Assemblea Ordinaria elettiva della Lega Pallavolo Serie.
    Paola De Micheli è stata rieletta Presidente della Lega Pallavolo Serie A. La De Micheli era stata votata per la prima volta Presidente di Lega il 20 luglio 2016.
    Prima dell’elezione, Paola De Micheli aveva presentato il suo personale bilancio di due anni di presidenza: “Devo ringraziare tutte le Società per questi due anni: sono stati pieni di impegni dovuti alla mia vita professionale, non sono sempre riuscita a seguire tutti i Club, ma ho avuto anche grandi soddisfazioni dalla vita di Lega. Posso elencare ciò che di buono abbiamo fatto. Ottenuto la Finale Scudetto 2017 su RAI 3, e lavoreremo per averla ancora.
    Allargato il Consiglio di Amministrazione, cosa che va nella direzione di aumentare la partecipazione dei Club. Abbiamo incontrato la presidenza FIVB sul planning, così come il CONI, anche se restano aperti temi importanti con il Comitato Olimpico come il numero dei visti e il nodo atleti comunitari. La fondazione della Volleyball Leagues Association sarà fondamentale per le alleanze che ci offre nel mondo complicato dello sport internazionale, una grande apertura che darà frutti.
    Altri aspetti positivi come la commercializzazione del Video Check, la promozione della pallavolo su “V come Volley” della Gazzetta dello Sport, un rinnovo RAI per ulteriori tre anni, la nuova sponsorizzazione Credem Banca che ci sta dando già grandi soddisfazioni. Infine la riforma dei Campionati e il nuovo format della Del Monte® Supercoppa. Ammettiamo però anche ciò che non ci è riuscito: la modifica del regolamento di SuperLega, per dare più tempo a tutti per arrivare agli obiettivi, non ha sortito l’effetto che volevamo. E poi non sono riuscita a visitare tutti i Club come avevo promesso, ma lo farò”.
    È stato poi eletto il nuovo Consiglio di Amministrazione che resterà in carica per i prossimi tre anni: sarà composto da Giammarco Bisogno (Siena), Lucio Fusaro (Milano), Stefano Magrini (Verona), Albino Massaccesi (Civitanova), Stefano Santuz (Padova), Gino Sirci (Perugia), e Angelo Agnelli (Bergamo), Massimo D’Onofrio (Ortona) e Michele Miccolis Castellana Grotte) per la Serie A2. L’Amministratore Delegato Massimo Righi completerà il Consiglio d’Amministrazione, da ora composto quindi da 11 membri.
    È stato anche confermato l’intero collegio dei revisori dei conti con Arveno Joan, Roberto Salvotti, Roberto Spera, e Stefano Sazzi supplente. Giudice di Lega è stato rieletto Stefano Galletti.
    Sono stati votati il bilancio preconsuntivo a luglio 2018 e il bilancio preventivo d’esercizio 2018/19.
  • Paola De Micheli nominata in Commissione Bilancio della Camera

    Paola De Micheli, parlamentare piacentina del Partito Democratico e Commissario Straordinario per la Ricostruzione del Terremoto in Centro Italia, è stata nominata componente della Commissione Bilancio della Camera dei Deputati.

    Della delegazione del Partito Democratico in Commissione fa parte anche l’ex Ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan.

    Paola De Micheli era già stata componente della Commissione Bilancio della Camera durante la sua prima legislatura in Parlamento, dal 2008 al 2013.

  • Accordo Amazon “Un messaggio di fiducia a tutto il mondo del lavoro”

    L’accordo innovativo siglato tra azienda e sindacato nello stabilimento Amazon di Castelsangiovanni (Piacenza), approvato dalla grande maggioranza dei dipendenti, è un messaggio di fiducia a tutto il mondo del lavoro”.

    Lo afferma il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Paola De Micheli, che nelle settimane passate si è spesa in prima persona insieme al Governo Gentiloni, per riallacciare le fila di una trattativa difficile e per certi versi senza precedenti.

    “Il risultato del primo grande accordo sindacale all’interno di uno stabilimento della new economy – continua Paola De Micheli – ha una portata che non è eccessivo definire storica ed è il frutto di un’azione congiunta di tutti gli attori in scena.

    E’ la dimostrazione che anche in un contesto produttivo profondamente segnato dall’innovazione tecnologica si può portare avanti un confronto proficuo tra le parti e coltivare corrette relazioni industriali.

    Il merito va suddiviso tra un sindacato unito e aperto alla sfida del cambiamento, un’azienda che ha scelto la strada del dialogo, e le istituzioni, con in prima fila il prefetto di Piacenza Maurizio Falco e il questore Pietro Ostuni, che hanno concorso al raggiungimento dell’obiettivo”.

  • A Muccia incontro con i sindaci insieme al Presidente Gentiloni

    Sulla “riperimetrazione” del cratere, chiesta a gran voce da alcuni sindaci e amministratori regionali delle zone terremotate per distinguere i Comuni più danneggiati dagli altri e snellire le procedure di ricostruzione, è giusto che sia il territorio a fare una proposta. Non può essere Roma a decidere”.

    Così la commissaria straordinaria per la ricostruzione Paola De Micheli nel corso di un incontro venerdì 13 aprile con alcuni primi cittadini e consiglieri comunali delle Marche a Muccia, in provincia di Macerata. Presenti anche il presidente del consiglio dei Ministri, Paolo Gentiloni e il presidente della Regione, Luca Ceriscioli.

    “Da Governo, Parlamento e commissaria, come intermediario istituzionale – ha concluso la De Micheli – ci sono consapevolezza e disponibilità su questo argomento”.

    “C’è la necessità di dare un messaggio di rassicurazione ai sindaci e ai cittadini, ho visto come sempre dai sindaci una grandissima responsabilità e voglia di collaborare con le istituzioni”, ha aggiunto il presidente Gentiloni. “Siamo a fianco delle popolazioni colpite dalle continue scosse di terremoto – ha proseguito – fiducia, solidarietà, impegno per la ricostruzione”. “Questo territorio non può e non sarà abbandonato – ha infine detto Gentiloni – l’azione dello Stato continua”.

  • Tangenziale di S. Polo, riparte il cantiere: “I fatti più forti delle polemiche”

    A San Polo di Podenzano, in provincia di Piacenza è finalmente è ripartito il cantiere della nuova tangenziale che alleggerirà il traffico e aumenterà la sicurezza nel tratto fino a Carpaneto.

    E’ un’opera iniziata e poi congelata per troppi anni a causa di una vicenda amministrativa molto complicata.

    Oggi ci sono le ruspe e gli operai, ma nelle scorse settimane abbiamo dovuto assistere – da parte mia con tristezza – alle polemiche che hanno seminato sfiducia tra i cittadini di questo territorio, rispetto alla possibilità di arrivare alla ripresa dei lavori.

    Dispiace perchè di fronte a un’opera come questa pensavo che tutti avessimo a cuore il bene comune: come sempre le polemiche sono state utili solo in campagna elettorale e ora i fatti parlano da soli.

    Paola De Micheli

  • Un centro polifunzionale per Accumoli, grazie agli alpini e alla generosità di Credit Agricole

    Presentato il 20 febbraio il progetto di una struttura polifunzionale aperta a cittadini e turisti per il comune di Accumoli.

    Le società del Crédit Agricole in Italia contribuiranno con 300 mila euro, di cui 130 mila raccolti attraverso una sottoscrizione tra clienti e dipendenti e 170 attraverso il fondo beneficenza del Gruppo Bancario.

    Alla presentazione del progetto curato dall’Ana (Associazione nazionale alpini) nella sede milanese della banca è intervenuta anche Paola De Micheli, nella sua veste di commissario straordinario per la ricostruzione del sisma 2016 in centro Italia.

    Alla presentazione hanno partecipato il Presidente dell’Ana Sebastiano Favero, il Presidente del Gruppo Bancario Crédit Agricole Italia Ariberto Fassati e il sindaco di Accumoli Stefano Petrucci.

    Paola De Micheli ha sottolineato il valore dell’iniziativa per realizzare una struttura che sarà in grado di fornire servizi alla comunità e riconnettere le persone dopo la ferita inferta dal terremoto.

    “Abbiamo stanziato 9,7 miliardi di risorse totali per la ricostruzione pubblica e privata – ha ricordato – nelle aree del cratere che comprende 4 regioni. E di questi 1,6 miliardi sono andati al piano per le opere pubbliche con cui verranno ricostruite scuole, chiese, caserme e altri edifici di interesse collettivo”.

    In arrivo anche “l’ordinanza adhoc per il dissesto idrogeologico a cui andranno circa 200 milioni. Si tratta di una misura che riguarda opere per la messa in sicurez

    za delle aree già colpite da dissesto idraulico prima del terremoto”.

    La sottoscrizione per il centro polifunzionale di Accumoli, lanciata a settembre 2016 da quasi tutte le società del Crédit Agricole in Italia (Agos, Amundi, Caceis, CA Leasing, Eurofactor, CA Assicurazioni, CA Vita, CA Indosuez Fiduciaria, Indosuez Wealth Management Italia) ha coinvolto dipendenti, clienti e non clienti raccogliendo circa 130 mila euro. A questi si sono aggiunti 170 mila euro versati attraverso il
    Fondo Beneficenza dal Gruppo Bancario Crédit Agricole Italia, portando il totale del contributo a
    300 mila euro.

  • Incontro costruttivo con il comitato “La terra trema noi no”

    Oggi, 7 febbraio, ho incontrato a Roma alcuni esponenti dell’Associazione ‘La terra trema noi no‘ che nei giorni scorsi avevano chiesto un confronto diretto.

    E’ stata una riunione ‘costruttiva e chiarificatrice‘, sono stati affrontati diversi temi: dalla questione relativa alle case abusive che non rientrano nella norma che prevede la regolarizzazione per alcune soluzioni autonomamente costruite, ai temi generali relativi all’emergenza e alla ricostruzione.

    Ho ribadito l’impegno di inserire nella relazione al Parlamento anche la situazione di alcune abitazioni che non hanno potuto usufruire del decreto dai media ribattezzato “Salvapeppina”, che prevede la possibilita’ per alcune case non amovibili e costruite autonomamente nell’emergenza del post sisma, di ottenere una regolarizzazione.

    Nei prossimi giorni arrivera’ una proroga dello stato di emergenza e che con il Dipartimento della protezione civile si sta lavorando a un’ordinanza che riaprira’ i termini per consentire a coloro che non rientrano nella regolarizzazione di poter esercitare tutti i diritti dei cittadini proprietari di case inagibili.

    Paola De Micheli